Il 5 per mille nasce come contributo volontario, destinabile grazie anche a quanto previsto dalla Legge numero 190/2014 ad enti operanti su diversi fronti nel campo del no profit. Pubblicati gli elenchi dei soggetti che hanno chiesto di accedere al beneficio del 5 per mille 2020. Iscrizione ROC n. 31534/2018, Leggi l'informativa sulla Privacy | Redazione e contatti, Questo sito contribuisce all'audience di Non saranno accolte le domande pervenute con modalità diversa da quella telematica. Per approfondire l’argomento, consultare l’elenco permanente degli enti beneficiari iscritti al 5 per mille, o leggere il testo della normativa per esteso, possiamo consultare il sito istituzionale dell’Agenzia delle Entrate, Se vuoi dare più visibilità alla tua organizzazione registrati gratuitamente nella directory italiana delle Non Profit. L’iscrizione deve essere trasmessa entro il 7 maggio 2020. Ecco tutto quello che c’è da sapere. In particolare le organizzazioni sportive devono rispondere alle seguenti caratteristiche: E devono svolgere prevalentemente una delle attività indicate: Di seguito una panoramica delle scadenza da rispettare relative all’iscrizione agli elenchi del 5 per mille dell’Agenzia delle entrate. Per quelle organizzazioni che vogliono entrare a far parte delle liste per beneficiare del 5 per mille è d'obbligo trasmettere telematicamente una domanda attraverso i servizi offerti dai portali Entratel o Fisconline, oppure avvalendosi dei professionisti abilitati, come commercialisti e caf. Per l’iscrizione al 5 per mille 2020, enti del volontariato e associazioni sportive devono trasmettere la domanda all’Agenzia delle Entrate utilizzando il modello da compilare, secondo le istruzioni, in via telematica, scegliendo una delle tre modalità previste: Entro il 30 settembre, infatti, si possono inviare la domanda e le eventuali integrazioni alla documentazione, ma pagando 250 euro tramite modello F24 ELIDE. Possono partecipare al riparto delle quote del cinque per mille anche gli enti che presentano le domande di iscrizione e provvedono alle successive integrazioni documentali entro il 30 settembre 2020, versando un importo pari a 250 eurotramite modello F24 ELIDE (Risoluzione n. 42 del 1° giugno 2018). Attenzione: I soggetti che sono presenti nell’elenco permanente degli enti iscritti 2020, pubblicato sul sito dell’Agenzia, non sono tenuti a presentare la domanda di accesso al beneficio del 5 per mille di quest’anno, né la dichiarazione sostitutiva. ‣ Enti della ricerca scientifica e dell’università cioè tutti quegli enti che si occupano di ricerca scientifica nei principali settori di sviluppo delle conoscenze (biologia, tecnologia, fisica, matematica, ecc. Resta il fatto che gli interessati devono dimostrare di essere già in possesso dei requisiti richiesti per l’accesso al beneficio alla data di scadenza originaria. 5 per mille 2020: le associazioni sportive e gli enti di volontariato avranno tempo fino al 30 giugno per presentare la dichiarazione sostitutiva.. Il 5 per mille è un’agevolazione che consente agli enti di volontariato e alle associazioni sportive di ricevere una quota dell’Irpef dei contribuenti, attraverso la presentazione della dichiarazione dei redditi. Il contributo erogato attraverso tale istituto venne introdotto attraverso la Legge Finanziaria del 2006, e venne stimato in 270 milioni di euro, tuttavia il resoconto effettivo dei contributi erogati attraverso questo strumento, certificato dall'Agenzia delle Entrate, ammontò, già nel 2006 a ben 328 milioni di euro. Il decreto Rilancio, anche su questo fronte ha introdotto delle novità. Bisogna inviare la dichiarazione sostitutiva tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o PEC, utilizzando il modello dell’Agenzia delle Entrate, entro la scadenza del 30 giugno 2020 solo se c’è un nuovo rappresentate legale rispetto a quello che aveva firmato la dichiarazione sostitutiva già inviata. Si tratta di una misura fiscale, introdotta in via sperimentale con la legge finanziaria dell’anno 2006 e poi successivamente prorogata di anno in anno, che permette ad ogni contribuente di devolvere una quota del proprio IRPEF (pari appunto al 5 per mille del totale) per sostenere le realtà del terzo settore, il cosiddetto no-profit, che svolgono attività di volontariato, assistenza, promozione sociale, ecc.