Fu sepolto nel presbiterio della cattedrale di Aosta. AMEDEO V, conte di Savoia. Figlio cadetto (Aiguebelle, Chambéry, 1207 - Roussillon, Bugey, 1285) di Tommaso I e avviato alla carriera ecclesiastica, fu vescovo di Valenza e arcivescovo di Lione (1246). AMEDEO V il Grande, conte di Savoia. Tome 1, Histoire généalogique de la royale maison de Savoie, justifiée par titres, ..par Guichenon, Samuel, Testamenti di sovrani e principi di Savoia, Museo scientifico, letterario ed artistico:Beatrice Fieschi, pagg. Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 2 (1960), Altri risultati per AMEDEO V, conte di Savoia. 1 ss. Con il fratello maggiore Tommaso fu nel 1256portato ad Asti quale ostaggio garante del padre, che così fu liberato dalla prigionia in cui era caduto a Montebruno. intendeva in questo modo affermare l'integrità dello stato e durante il periodo in cui ne fu a capo si mostrò rigido difensore di questo principio, sebbene il fratello Ludovico del Vaud e il nipote Filippo di Piemonte ripetutamente si lagnassero e imponessero aggiustamenti territoriali. This profile is a collaborative work-in-progress.
Lo stato sabaudo era dunque gravemente minacciato. Login to find your connection. Nel 1263, il conte di Savoia, suo cugino, Bonifacio, fu attaccato alle porte di Torino dalle truppe del comune di Asti, che lo sconfissero e lo fecero prigioniero e dove morì per le ferite riportate[14].Non essendo ancora sposato, Bonifacio non aveva eredi, e la successione sarebbe spettata ai figli maschi del duca Tommaso II, per l'esattezza a suo fratello, il primogenito, Tommaso, che reclamò per sé la contea e la preminenza sulla famiglia; anche le sorelle di Bonifacio avanzarono pretese; ma alla fine, il fratello di suo padre, Tommaso II, il conte di Richmond e di Romont, Pietro, riuscì a farsi riconoscere conte di Savoia[14]. Amedeo V morì ad Avignone il 16 ottobre 1323, e fu sepolto nella abbazia di Altacomba. 607, pag 113, Histoire de Bresse et de Bugey, Traitté entre Philippes comte de Savoye, pagg 13 e 14, Foundation for Medieval Genealogy: COMTES de SAVOIE et de MAURIENNE 1060-1417 - AMEDEE de Savoie, Preuves de l'Histoire généalogique de la royale maison de Savoie, Testament de Sibille, pagine 150 -154, Histoire généalogique de la royale maison de Savoie, pag 367, Sezione Corte → Matrimoni Real Casa di Savoia in Materie politiche per rapporto all'interno [Inventario n. 102, Histoire de la Maison de Savoie, Volume 1, pag 280, Monumenta Germanica Historica, tomus XXV, Genealogia Ducum Brabantiæ Ampliata, par. Il conte di Savoia lo assistette e lo accolse durante i tre anni passati in Italia: in segno di riconoscenza, l'imperatore lo creò suo vicario generale in Lombardia, gli concesse la dignità di principe dell'Impero, gli confermò tutti i privilegi e diritti concessigli dai precedenti imperatori e gli diede l'investitura della città di Asti, che era però ancora da conquistare.La scomparsa improvvisa di Arrigo VII nel 1313, la successiva anarchia manifestatasi in Germania per la doppia elezione imperiale, furono di grande danno per la politica di A., specie quando incominciarono a manifestarsi le velleità espansioniste della monarchia francese in Lombardia, attorno al 1319-20. 1285, il re d'Inghilterra si attenne ai suoi desideri e, poiché nacquero contestazioni, una commissione arbitrale precisò la ripartizione a Lione il 14 genn. - Figlio secondogenito di Tommaso II, conte di Savoia, e di Beatrice Fieschi, dopo la morte del padre (1259) visse coi fratelli, il maggiore Tommaso III ed il cadetto Ludovico, sotto la direzione degli zii Pietro II e Filippo I, che tennero successivamente il governo della contea. beato amedèo locuz. Nell'autunno del 1310, Amedeo assieme ai nipoti, il Signore del Piemonte e Principe di Acaia, Filippo I di Savoia-Acaia e il Barone di Vaud, Luigi II, accolse molto calorosamente Arrigo VII, che si recava a Roma per essere incoronato imperatore ed assieme ai nipoti lo seguì in Italia[42]; anche il delfino Giovanni II fece parte della corte di Arrigo VII[43]. Nel 1292 il re di Francia riuscì a stabilire la sua salvaguardia sulla città; nel 1310 la occupò facendo prigioniero l'arcivescovo, che fu poi costretto a rinunciare a tutti i diritti giurisdizionali su Lione, a favore del re.Una zona dove l'attività politica di A. poté svilupparsi fuori di ogni impedimento francese fu la zona pedemontana, dove egli aveva come collaboratore e come pedina avanzata il nipote Filippo. ; P. Fournier, Le royaume d'Arles et de Vienne,Paris 1891, passim;F. Funck-.Brentano, Philippe le Bel en Flandre,Paris 1897, pp. This page was last edited on 30 August 2019, at 16:55. Nel 1295 Filippo, diventato maggiore, chiese allo zio la consegna dei domini; li ebbe a condizione di rinunciare a ogni diritto sulla contea e sulla Marca e di riconoscersi suo vassallo.A. Morto il marito (1341), dopo un periodo in cui fu reggente per il figlio Giovanni V con l'aiuto del grandomestico ... detto il Conte Verde Amedèo VI conte di Savoia. Nel 1272 sposò a Chillon Sibilla di Bagé erede della Bresse, che già viveva alla corte sabauda presso il tutore Filippo I. Nel 1281 A. con i fratelli Tommaso e Ludovico e con lo zio Filippo regolò le vertenze territoriali con la Chiesa di Torino.Il 30 apr. Le relazioni di parentela con le corti di Parigi e di Londra imbarazzarono assai A. quando scoppiò una nuova guerra tra Filippo IV ed Edoardo I. Nel 1295, Amedeo, fece abbellire il Castello di Chambéry, che aveva acquistato 10 anni prima ed era diventato la sua residenza principale; tra gli artisti che vi lavorarono vi fu anche un allievo di Giotto[35]. Il bisogno di trovare aiuti contro i varî nemici, specie i Delfini e gli Asburgo, spinse Amedeo a mutare le direttive politiche generali dei suoi predecessori e ad allearsi con Filippo IV re di Francia, senza tuttavia abbandonare completamente l'amicizia inglese. Seguì una politica prudente e riflessiva, cercando di ampliare lo stato nelle diverse direzioni battute dagli avi. Fu più volte paciere fra le due potenze; ma dopo il 1302, il suo consenso alla politica francese si accentua, con la partecipazione alle campagne di Fiandra, col matrimonio tra suo figlio Edoardo e una principessa francese e con l'infeudazione, fattagli da Filippo V nel 1315, della contea di Maulevrier (Normandia). L'anno dopo, nel 1264, sua zia, Beatrice, contessa consorte di Provenza e di Forcalquier, citò Amedeo ed i fratelli, Tommaso e Luigi (Thomam Amedeum et Ludovicum filios quondam Dom.