Dopo la morte di Edipo, i suoi figli maschi, Eteocle e Polinice, si accordano per detenere a turno la signoria su Tebe. Per vendicare l’affronto fatto alla città da parte di Polinice Creonte emanò un editto secondo il quale il corpo del traditore avrebbe dovuto rimanere insepolto, sotto il sole cocente, ed essere sbranato dalle bestie. La conoscenza dei miti, soprattutto di quelli greci, eleva l’essere umano ad una superiore consapevolezza, produce civiltà e rende tutti migliori. Non soltanto da oggi né da ieri, ma da sempre esse vivono, da sempre: nessuno sa da quando sono apparse». In termini contemporanei, è il problema della legittimità del … E se non iniziamo a riflettere su queste cose, nulla ci salverà dalla fine, nemmeno i nostri beni superflui. Morto Edipo, nacquero delle contese per la successione al trono: quale dei due fratelli figli del re, che si chiamavano Eteocle e Polinice, avrebbe dovuto succedere nel regno della città? Tutti noi abbiamo pensato di essere, almeno una volta nella vita, come Antigone, e di contrastare quelle regole, scritte o non scritte, ritenute inique o vessatorie. Cittadini comuni che hanno rifiutato la violenza del potere, di Amedeo Cottino (Zambon, 2015), Il dovere di non collaborare. Il mito di Antigone: una donna sola contro il potere, Lascia il tuo commento Una rivisitazione della celebre tragedia di Sofocle da parte di due uomini di legge, ex magistrati, dalle molte affinità ideali e culturali, con un passato di comune militanza in Magistratura democratica (di cui Rossi è stato presidente e Pepino segretario nazionale). I fatti di cronaca di questi giorni hanno riportato alla ribalta la figura di Antigone. Il primo ravvisa in Antigone una ribelle solitaria e “antipolitica”, “sorda alle ragioni dell’uomo sociale”, emblema di una intransigenza fine a se stessa, indifferente alla vita della polis. Pubblicato il: 8 ottobre 2018 alle 7:25 am. Sicuramente uno dei pregi del volume consiste nel prendere sul serio il dilemma che coinvolge i due protagonisti della tragedia sofoclea. Dare un nome alle vittime del Mediterraneo, Raffaele Cortina, 2018) ci ricorda che la pratica di seppellire i morti risale alla notte dei tempi ed è uno dei contrassegni della nostra umanità, qualcosa che – a un certo punto dell’evoluzione – ci ha resi diversi dagli altri animali. E pare quasi di risentire l’appello di Antigone alla leggi “immutabili, che non sono di ieri né di oggi, ma esistono da sempre”. La notizia della sepoltura del corpo giunse al re e, per capire chi fosse il responsabile, il cadavere fu nuovamente messo allo scoperto; le guardie di Creonte si appostarono nelle vicinanze e con sorpresa colsero Antigone sul fatto, mentre stava ricoprendo un’altra volta il cadavere con terra ed acqua. Le mura di Anagoor: riassunto e commento del racconto di Dino Buzzati, Il libro dell’inquietudine: commento al libro di Fernando Pessoa, Procopio di Cesarea e la renovatio imperii. Che umanità siamo? L'Antigone di Sofocle Il mito di Antigone è universalmente noto: figlia di Edipo, nella guerra di successione per il regno di Tebe vede contrapporsi i due fratelli Eteocle e Polinice. Nel restituirne la complessità e l’ambiguità (soprattutto quella di Creonte che – ha ragione Rossi – è figura letterariamente e psicologicamente più complessa, più tormentata, e in questo senso perfino più “umana”, di Antigone). Figlia delle nozze incestuose tra Edipo e sua madre Giocasta, Antigone vive nella città governata dallo zio Creonte. Per questo ha deciso di fare «giustizia» a modo suo: attingendo ai conti dei clienti più facoltosi e distribuendo denaro per aiutare i correntisti in difficoltà o che non riuscivano ad accedere al credito bancario. Seguici, commenta le recensioni e consiglia i libri migliori da leggere, Segui i nostri consigli e promuovi il tuo libro gratis con Sololibri.net, Sololibri.net / New Com Web srlsC.F./P.Iva 13586351002, Significato di parole, proverbi e modi di dire, Il mito di Antigone: una donna sola contro il potere. Edipo è il potere ’preso’ con la forza dell’omicidio del padre (la legge naturale), e condannando i figli in lotta per la successione è un ravveduto che vede lontano: il potere nega con le sue leggi l’umano e la giustizia connessa! Nonostante gli sforzi dei valorosi eroi di Argo Tebe riuscì a sopravvivere; i due fratelli rivali, Eteocle e Polinice, si uccisero a vicenda davanti alla settima porta, così come aveva augurato loro il padre Edipo che, prima di morire, li aveva maledetti perché ciascuno di loro tentava di farsi nominare come legittimo successore. Presto diventò il simbolo della ribellione contro le leggi ingiuste, che non rispettano principi civili e non scritti che sono presenti da sempre, da quando l’essere umano è comparso sulla terra. Eppure, in quest’occasione, collocati su sponde opposte nel difendere le ragioni, rispettivamente, di Creonte e di Antigone. dal mondo dei libri nella tua casella email! Nessuno si aspettava che fosse proprio lei, una donna giovane, la responsabile del misfatto. Politica senza cittadini (Edizioni Gruppo Abele, 2016), Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Da allora il mito di Antigone è considerato il simbolo della lotta contro il potere. Parziale perché lo ricopri di terra senza sotterrarlo del tutto ma tanto bastava perché le norme si ritenessero violate. Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Secondo diversi racconti, il trono spettava di diritto ad Eteocle, il quale divenne quindi re di Tebe. Tebe aveva sette porte e così furono scelti sette valorosi condottieri per conquistarla. Scuola, boom di richieste per lo screening, Covid, 3.019 nuovi casi in Campania e 19 decessi, Covid, Scognamiglio: “Non abbandoniamo gli altri ammalati”. Il nucleo del dramma sofocleo risiede nello scontro fra due volontà: quella di Antigone di rispettare le leggi divine non scritte e quella di Creonte tesa a imporre la forza delle leggi umani e dello Stato, poste al di sopra dell’umano e del divino. Intervista a Gianni Marilotti, Per il futuro della scuola, Stati Generali dal basso. È a questo punto che entra in scena Antigone, una delle figlie di Edipo, nonché sorella di Polinice. È il momento in cui la ragazza risponde al sovrano sui motivi che l’avevano spinta a violare l’editto: “Non pensavo che i tuoi editti avessero tanta forza, che un mortale potesse trasgredire le leggi non scritte ed incrollabili degli dei. Non è mio fine giudicare l’operato della Capitana, non essendo questo un sito politico ma di cultura, tuttavia il riacceso interesse verso Antigone dimostra che i miti greci non sono morti, non sono favole, ma anzi sono ben presenti nella nostra coscienza, si annidano in essa come archetipi sempiterni, strutturano la nostra mente senza che noi ce ne accorgiamo. Il pu… Nel corso della storia, del resto, il legislatore è intervenuto a modificare o revocare leggi che si sono rilevate contrarie al senso comune di giustizia, basti pensare alle leggi razziali.