la collocazione delle armi dipinte nella lunetta della parete centrale di fondo della tomba macedone di Lisone e Callicle, morti combattendo nella battaglia di Cinoscefale contro i Romani (197 a.C.): Moreno 1998, p.43 sq., fig. a p. 146), Porta Aurea 1 (ibid., p. 367, fig. (Ar., Av., 694-699, 702). Johannowsky 1985 = W. Johannowsky, Un corredo funerario da Via S. Tommaso d’Aquino, in Napoli antica 1985, p. 230-232. 68 Napoli, Museo archeologico nazionale, 151600: LCS 307 n. 567. Institutions, rites et monuments en Macédoine, actes des colloques de Nanterre (décembre 2002) et d’Athènes (janvier 2004), Atene, 2006. The orphic tablets and Greek religion, Leida-Boston, 2008. Studi sull’antropogonia orfica, Napoli, 2016. Blech 1982, p. 93-95; Bottini 1992, p. 72-74; Isler Kerenyi 2005, p. 110 s.; Arrigoni 2018, per la raccolta delle fonti. Pittoni Giovanni Battista, Bacco e Arianna, Pittoni Giovanni Battista (? 50 Cfr. Fig. 8 – Ipogeo di Vico Traetta, ambiente centrale (acquerello). Bottini 1992, p. 151-157, particolarmente p. 156; Scalera Mc Clintock 2016, p. 179-186. 10 – Ipogeo di Via Foria, parete occidentale (acquerello). Cfr. Di Vita (a cura di), Alessandria e il mondo ellenistico-romano, Studi in onore di A. Adriani, III, Roma, 1984, p. 593-597. Contaminazioni iconografiche su un’anfora attica a figure nere dai Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste, Marta Bottos, Dioniso e Arianna a colloquio. Die nebenstehende Abbildung zeigt – Athene stehend und Theseus liegend – im Arm die schlafende Ariadne. Villard 1998 = Fr. Selbst Erwachsene sind meist nachlässiger – oder schwerfälliger – bei der Verwendung dieses kostbaren Werkzeugs. 98 Incisa su un blocco di travertino reimpiegato nella Chiesa di S. Giovanni Maggiore: Miranda 1990, n. 5. ; Guidone c.s. felicità mia ultima... Un lampo - Dioniso si manifesta con una bellezza smeraldina Dioniso: Sii saggia Arianna! Soueref 2015 = K. Soueref, Macedonia ed Epiro fra Filippo e Pirro, in ACSMGr LII, Taranto, 2012, Taranto, 2015, p. 13-23. Graf – Johnston 2007 = F. Graf, S.I. 110 Pugliese 2014, p. 147, la quale osserva che l’antroponimo potrebbe avere un legame col vino neapolitano trebellikòs. a.C. da Demetriade: Helly 1992; Rouveret 2004, cat. 47 Levi 1926, col. 384-388, tavola a colori. Cfr. 154; Gagetti 2015, p. 176. Maiuri 1946 = A. Maiuri, Pithecusana, in PP, 2, 1946, p. 155-184. Miranda 1995 = E. Miranda, Iscrizioni greche d’Italia, Napoli, 2, Roma, 1995. 60 L’area di diffusione di laminette d’oro con testi iscritti in esametri in contesti funerari comprende, a partire dal V secolo, la Macedonia, la Tessaglia, il Mar Nero, Creta e la Magna Grecia. Guimier Sorbets 2006, p. 609. 1985, p. 249 (M.R. 0000002084 00000 n
49 Cfr. Das werden wir gleich sehen – zunächst mal treffen sich die beiden – auf Naxos. 89 Nel 327 a.C., quando i legati romani vennero a Neapolis, a differenza dei kakiones sensibili alle promesse dei Sanniti, i chariestatoi o kreittones si mostrarono inclini ad un’intesa con Roma: D.H., 15, 6, 1; 6, 5. Lepore 1985 = E. Lepore, La città romana, in Napoli antica 1985, p. 109-122. 83 Napoli, Museo archeologico nazionale, 146717: cfr. Del tutto particolari sono le quattro tombe di via dei Cristallini ed uno degli ipogei di S. Maria Antesaecula, costituiti da due camere sovrapposte: la camera superiore, nella quale si apre l’accesso a quella sottostante, presenta lungo le pareti un bancone e sulla parete di fondo una trapeza, lasciando intendere che inizialmente era destinata alle offerte e alle cerimonie funebri. Pouzadoux, La produzione di immagini nelle poleis occidentali: la ceramica italiota a figure rosse tra identità politica e cultura artistica, in Poleis e politeiai nella Magna Grecia arcaica e classica, ACSMG LIII, Taranto 2013, Taranto, 2016, p. 476-487. Eine Gegenüberstellung, in Thetis, 4, 1997, p. 85-94. Benessere e vitalità economica sono attestati dalle imponenti opere di dragaggio dei fondali del porto di Piazza Municipio: cfr. Fig. Anche la tomba di S. Maria La Nova, per l’alternanza degli antroponimi Zoilos e Trebios, è ritenuto un sepolcro gentilizio di pertinenza della gens Trebia. Oltre agli esemplari rimasti accoppiati con i loro pendant alla Staatsgalerie[2] di Stoccarda e alla Narodni Galerie[3] di Praga sono visibili altri due esemplari autografi isolati, uno al Museu de Arte de São Paulo[4] e l'altro alla Pinacoteca di Brera[5], ed una copia di bottega al Fogg Art Museum[6] di Cambridge. a.C.). a.C.107 In realtà risale con certezza alla fine del IV secolo a.C. unicamente l’iscrizione dipinta relativa ad Epichares nell’ipogeo di Via Foria.108, 48L’ipogeo D, appartenuto a Mamarchos, costantemente menzionato, verosimilmente fu un sepolcro gentilizio. Rouveret 2004 = A. Rouveret, Peintures grecques antiques. 104 Miranda 1995 n. 142, ipogeo B, camera superiore; Miranda 1990, n. 14. a.C.110 e in misura minore di Ischia.111 Un’iscrizione tardo-ellenistica di Neapolis menziona Zoilos, che era stato a capo di una fratria;112 un’altra iscrizione neapolitana ugualmente di età ellenistica menziona uno Zoilos vincitore dei giochi pitici.113. Capasso 1905 = B. Capasso, Napoli greco-romana, Napoli, 1905. 199 (giovane seduto con phiale fra due donne, di cui una con strumento musicale e specchio); hydria, da Napoli, LCS p. 552, n. 878, tav. Dionysos kam erst nach Ariadne auf Naxos und Theseus scheint sich den Rest seines Lebens immer wieder nach Ariadne zu sehnen. Morel 2002 = J.-P. Morel, Taranto nel Mediterraneo in epoca ellenistica, in Taranto e il Mediterraneo, ACSMGr XLI, Taranto 2001, Taranto, 2002, p. 529-574. Bottini 2005 = A. Bottini, Il rito segreto: misteri in Grecia e a Roma, Milano, 2005. a.C.), Thurii (prima metà-metà IV sec. Lepore 1975 = E. Lepore, Intervento, in Orfismo in Magna Grecia, ACSMGr XIV, Taranto, 1974, Napoli, 1974, p. 211. Knäuel mit Garn. Gott hinter Masken – Hochzeit von Dionysos und Ariadne, Dionysos erste Tat als nun anerkannter Gott ist seine eigene Hochzeit. Denn diese hatte – wie wir in der Verehrung des Dionysos in Athen sehen – großen Einfluss auf das selbstbewusste Athen. 4), trovano puntuali richiami nella coeva documentazione di Cuma, dove un identico motivo è dipinto sulla fronte delle tegole di gronda del tempio cumano di età sannitica (340-330 a.C.),16 facendo presupporre per la decorazione pittorica comuni maestranze di scuola macedone, come rivela anche lo stile pittorico delle figure di guerriero delle metope dipinte con Centauromachia del tempio cumano.17. il fregio dipinto della facciata della tomba di Aghios Athanasios con la rappresentazione narrativa del simposio (Portale 2010, p. 219-251, tav. Fig. Fig. Napoli antica 1985 = Napoli antica, Catalogo della Mostra, Napoli, 1985. D’Agostino – Giampaola 2005 = B. D’Agostino, D. Giampaola Osservazioni storiche e archeologiche sulla fondazione di Neapolis, in W.V. 64 Recenti orientamenti nel campo degli studi storico-religiosi tendono a collocare Dioniso e le forme rituali dei misteri dionisiaci nelle dinamiche del politeismo antico: secondo H.S. 1-2 a p. 233), Capaccio Scalo 1/1964 (ibid., p. 392, fig. Mugione 2000 = E. Mugione, Miti della ceramica attica in Occidente. 3 – Napoli, via dei Cristallini, ipogeo C, ambiente inferiore, parete di ingresso (acquerello). Bottini 1992 = A. Bottini, Archeologia della salvezza. Posamentir 2011 = R. Posamentir, The polychrome grave stelai from the early Hellenistic necropolis, Austin, 2011. 31 Tiné Bertocchi 1964, p. 137-148 sq., 146 sq., 161 sq., tav. Siamo in presenza di una manifestazione di quei presupposti culturali e politici che sono funzionali alle pratiche sociali di una civiltà eminentemente urbana di altissimo livello,116 che adotta il linguaggio simbolico internazionale diffuso nell’ecumene. 26Sul piano architettonico il complesso dei Cristallini (ipogeo C, con otto sarcofagi a kline allineati su tre lati della camera, ipogei A e B), gli ipogei di Vico Traetta e di Via Foria evocano le sale per banchetti dei palazzi macedoni, con funzioni sociali e pubbliche, con chiaro riferimento a forme di sodalità aristocratiche.49 Si potrebbe allora dedurre che il set simposiale dipinto (la kylix di bronzo dorato con ierogamia dionisiaca dell’ipogeo C dei Cristallini, le situle per mescere ed il cratere di altri ipogei, le phialai, che alludono al lavacro rituale prima del banchetto) voglia ricreare una sorta di scenografia per i personaggi ivi sepolti, immaginati come banchettanti in hestiatoria50 e in tale sodalità conviviale si potrebbe cogliere, come nelle tombe macedoni51, nell’arredo e nell’apparato decorativo, un riferimento alla vita ultraterrena dei Beati.52, 27Un analogo orizzonte cultuale esprimono le offerte di frutta (pere, uva, melagrane, collegate al culto ctonio di Demetra) e le uova (simbolo di nascita e di rinascita), miniaturizzate in terracotta e disposte sulla cornice nello ipogeo C dei Cristallini (fig.