Venezia inviò urgentemente tre provveditori perché vegliassero vicino a lui e presiedessero alla finale spartizione dell'eredità. I due incrociatori avrebbero dovuto costituire una forza leggera per condurre attacchi ai danni del naviglio britannico in Egeo. Il 18 giugno il C. ricostituiva la sua compagnia a Milano e il 19 agosto sottoscriveva una condotta di 600 lance e 600 fanti con Francesco Sforza. Una delle manifestazioni di questo stato di cose fu una crescente riluttanza da parte del C. a considerare come una semplice formalità i rinnovi periodici della sua condotta con Venezia. Di qui la tendenza a sminuire le origini del C. e ad esagerare la natura spettacolare dei suoi primi successi. Gli altri otto furono reintegrati nello Stato veneziano, nonostante le specifiche promesse in senso contrario fattegli nei vari contratti durante il corso della sua vita. La sua statura imponente e il suo fisico robusto costituirono un vantaggio naturale nella sua carriera militare. Bartolomeo Colleoni ebbe solo discendenze femminili: Ursina, Isotta, Caterina, Medea, Dorotina, Riccadonna, Cassandra, Polissena. Non combatté però contro di essa, anzi dopo la pace di Lodi (1454) tornò al suo servizio e ottenne finalmente l'ambito bastone di comando. 357-392; F. Cusin, Impero, Borgogna e politica italiana, in Nuova Riv. Il condottiero indossa un’armatura di rappresentanza, decorata e finemente cesellata. La tregua, che divenne effettiva nell'aprile del 1454 e che culminò nella pace di Lodi, segnò la fine di quasi trent'anni di guerra fra Venezia e Milano e pose termine ad evidenti occasioni favorevoli per uomini come il Colleoni. Uff. Sullo scorcio dell'estate dell'anno 1474 egli cadde gravemente ammalato e Venezia cominciò a muoversi sia per riorganizzare le proprie difese sia per impossessarsi della maggiore parte possibile delle ricchezze del condottiero. In realtà, il suo ruolo nel Bergamasco non fu tanto lontano da quello di un principe indipendente, cosicché si potrebbe affermare che egli riuscì a uscire fuori dal sistema veneziano, soprattutto nei momenti in cui Venezia si venne a trovare in difficoltà finanziarie e dovette adattarsi alla coesistenza con Milano in Lombardia. lombardo, s. 4, IV (1905), pp. ...il Castello di Malpaga è certamente una delle costruzioni più tipiche della Lombardia, per l'interesse architettonico, per le vicende storiche che vi si collegano e per i richiami dell'antica vita di corte che evocano una grande figura del quattrocento: il condottiero bergamasco Bartolomeo Colleoni. All'inizio dell'estate del 1473 si ricominciò a parlare di una discesa del C. in Romagna. - Verseggiatore (Piacenza 1429 circa - Ferrara 1483 o 1484), vissuto presso gli Sforza, i Colleoni e gli Estensi. Venne nominato capo dell'esercito delle Repubbliche ambrosiane e a fianco di F. Sforza ritornò a combattere per Venezia (1448). Colleóni, Bartolomeo. Le truppe del C. attraversarono il Po dirigendosi alla volta di Firenze ai primi di maggio 1467. Benché Venezia avesse un gran bisogno di una vittoria contro i Turchi, essa non era tuttavia disposta, per ottenerla, a sacrificare la sicurezza delle sue frontiere occidentali. Giuseppe Cesare Abba - Uomini e soldati. Poiché il provveditore Gherardo Dandolo era ben deciso a far rispettare tale riduzione, e poiché la paga arretrata, reclamata a chiare lettere dal C., non gli era stata ancora versata, nel 1442 il C. andò maturando la decisione di lasciare il servizio di Venezia. Una taglia di 10.000 ducati fu posta su di lui dall'oltraggiata Repubblica ambrosiana. In quest'occasione gli interessi del C. e quelli di Venezia trovarono punti di contatto, perché Venezia vedeva nella dinastia aragonese di Napoli un nemico sempre più pericoloso, acausa sia dell'accrescersi della sua forza militare e navale sia della minaccia potenziale rappresentata da un blocco all'imbocco dell'Adriatico. A ciò fecero seguito in aprile le vittorie contro le truppe savoiarde e francesi al servizio della Repubblica ambrosiana, a Romagnano Sesia e a Borgomanero. Ma forse più che tutto il resto, contò il fatto - di cui il C. era ben cosciente - che la sua terra d'origine, il Bergamasco, e i possedimenti che vi aveva già accumulato erano saldamente nelle mani di Venezia; per cui comprese che presupposto essenziale per la creazione del dominio territoriale cui aveva sempre aspirato era il ritorno al servizio della Repubblica. Il 15 maggio 1475 egli restituì formalmente il bastone di comando e cominciò a smobilitare le compagnie, sostenendo che non poteva più permettersi di pagarle. Quest'avviso formale delle sue intenzioni era tipico della aderenza del C. alla lettera dei suoi contratti, ma non può valere del tutto come argomento a difesa contro le accuse di infedeltà e diserzione. Gli venne affidata la difesa di Brescia, ma poi la potenziale minaccia a questa città venne meno quando nel mese seguente lo stesso Sforza decise di abbandonare Milano per passare al servizio di Venezia ritenendo che esistevano maggiori possibilità di diventare signore di Milano entrandovi a capo di un esercito invasore piuttosto che restandovi a capo dei difensori di essa. L'approssimarsi della morte del C. fu un evento di importanza internazionale. incrociatore leggero, della classe Alberto di Giussano, Il contenuto è disponibile in base alla licenza, voci di incrociatori presenti su Wikipedia, Bartolomeno Colleoni - Incrociatore leggero. Nel 1465 si ripresentò la questione del rinnovo della condotta ed i negoziati furono dominati dalla probabilità della prossima morte di Francesco Sforza. Francesco Sforza morì l'8 marzo 1466, e il C. mobilitò subito le sue compagnie. Sia il C. sia Venezia volevano trovarsi nella posizione migliore per trarre vantaggio dalla morte dello Sforza; ma mentre per il C. ciò significava poter agire in modo indipendente, per Venezia tale possibilità era condizionata dalla presenza di un capitano generale fedele alla testa di un esercito in pieno assetto di guerra. Finalmente il 5 maggio il C. accettò il contratto per la durata di un anno, contratto in cui la sua "provisione" veniva aumentata di 21.000 ducati e in cui Venezia si impegnava a considerare Martinengo, Cologno e Urgnano come suoi beni personali e non comefeudi di Venezia. La cappella e le sculture "ornate", opera dell'Amadeo, non erano ancora terminate alla morte del Colleoni. If you continue browsing the site, you agree to the use of cookies on this website. Venezia, consapevole dell'approssimarsi della fine, rifiutò le sue dimissioni e cercò di dargli soddisfazione con un nuovo contratto e con la cessione di ulteriori feudi, Cividate e San Nazzaro. Se è vero che le azioni del C. sembrarono spesso minacciare il fragile equilibrio successivo al 1454, è anche vero che proprio la sua presenza contribuì alla realizzazione di quel medesimo equilibrio. La battaglia ebbe esito incerto e fu caratterizzata dall'uso della artiglieria da entrambe le parti. 1. Spesso si è guardato ai grandi condottieri del Quattrocento come ad uomini di origini modeste che per gradi successivi sono riusciti a salire fino agli strati superiori della società italiana, combinando insieme il successo delle armi col favore della sorte. Manca invece una soddisfacente documentazione sull'organizzaz. Letture per l'esercito e pel popolo ... Giovanni Scarabello - Il martirio di Venezia durante la Grande Guerra e l'ope... Maffio Maffii - La Vittoria sull'Adriatico (1919), Ugo Morichini - Il bacino adriatico e la Dalmazia (1932), Mario Griffini - Saggio sull'ordinamento adriatico (1926), Pier Lodovico Bertani - Il problema dell'alto Adriatico (1936). Certamente egli era attirato più dalla prospettiva di un attacco congiunto contro Milano che da quella di una carriera militare nell'Europa del Nord; ed è anche chiaro che il contratto con la Borgogna rappresentava un mezzo efficace per ottenere da Venezia maggiori concessioni. Questo antagonismo veniva a collocarsi nel contesto della crescente tensione dovuta all'approssimarsi della morte di Borso d'Este e alla eventualità di una lotta di successione a Ferrara. Esponente del Rinascimento lombardo, la sua scultura, inizialmente tributaria di varie influenze, divenne via via sempre più elegante e delicata. XV. libri sex, in I. G. Graevius, Thesaurus antiquitatum et historiarum Italiae, IX, 7, Lugduni Batavorum 1723; P. Giovio, Gli elogi degli uomini ill., in Opera, a cura di R. Maregazzi, VII, Roma 1972, pp. Tuttavia, all'età di quaranta anni, benché la sua reputazione fosse in continua ascesa, la dimensione del corpo militare di cui era a capo lo poneva soltanto nei ranghi medi dei capitani dell'esercito veneziano. stor. Ma il saggio consiglio, basato su una recente esperienza di prima mano, non fu ascoltato, poiché molti degli altri condottieri veneziani premevano per l'attacco immediato. Ma non ottenne il comando supremo, e nel 1451 si associò a Francesco Sforza nemico ormai di Venezia. Colleoni Bartolomeo . Ma nello stesso tempo Venezia non poteva permettersi di perderlo; le sue truppe costituivano il fulcro del suo esercito ed erano indispensabili per la difesa della frontiera occidentale contro Milano, del cui pacifismo non poteva fidarsi, soprattutto sotto Galeazzo Maria Sforza. Con queste imprese e con le successive vittorie contro i Francesi nel 1449, egli acquisì una fama internazionale, di cui godettero pochi capitani italiani, e che fu causa del suo particolare prestigio negli anni seguenti. 137-172; XX (1936), pp. tratti dagli archivi milanesi, III, Milano 1872, ad Indicem; I Libri commemoriali della Repubblica di Venezia, a cura di R. Predelli, Venezia 1896-1901, ad Indices; Cronaca di anonimo veronese, 1446-1488, a cura di G. Soranzo, Venezia 1915, ad Indicem.