Nel calendario giuliano il mercedonio non ... quello che usiamo ancora oggi e che è largamente diffuso in tutto il mondo. Com’è facile intuire, non c’è sempre stato un modo unico e definito per misurare il trascorrere dei giorni, dei mesi, delle stagioni e degli anni. Oggi in inglese è Sunday . Sembra tuttavia che egli non avesse reale conoscenza delle questioni del calendario e in particolare di quello romano: nello stesso luogo dice che Cesare aggiunse 5 giorni al calendario, invece di 10; e inoltre confonde il ciclo sotiaco (periodo, di 1460 anni giuliani coincidente con 1461 anni del calendario egizio, occorrente perché l’inizio d’anno torni a coincidere nei due calendari) con il periodo (di 128 anni circa) nel quale il calendario giuliano matura un giorno di ritardo rispetto al ciclo solare. Quello cinese inizia quando sorge la seconda luna nuova dopo il solstizio d’inverno e dura 12 mesi lunari oppure, ogni 3 anni, inizia con la terza luna nuova e dura 13 mesi. Oggi sappiamo che l’anno giuliano è più lungo di circa 0,0078 giorni rispetto all’anno solare, perciò l’anno giuliano ritarda di un giorno circa ogni 128 anni. Il pontefice incaricò una commissione di esperti di occuparsi della questione: fu il matematico gesuita Cristoforo Clavio a presiedere il gruppo di lavoro, a cui contribuirono anche il medico Luigi Lilio, l’astronomo Giuseppe Scala e il matematico Ignazio Danti basandosi sui calcoli di Niccolò Copernico pubblicati nel 1543. Possiamo solo immaginare il caos che si venne a creare! Il calendario gregoriano, oltre ad essere diviso in mesi, si compone di settimane che hanno durata quasi uguale alle fasi lunari. Nel calendario usato dai Romani fino ai tempi di Giulio Cesare l’anno era suddiviso in 12 mesi lunari e la sua durata era di 355 giorni. Nel calendario giuliano venivano infatti usati gli anni bisestili ogni 4 anni; così facendo la durata media del calendario giuliano era pari a 365 giorni e 6 ore, risultando più lungo dell'anno solare di 11 minuti e 14 secondi. Ci scusiamo per il disagio. Il calendario gregoriano guadagna un giorno rispetto a quello giuliano ogni volta che "salta" l'anno bisestile: così la differenza, che era di 10 giorni nel 1582, è diventata di 11 giorni nel 1700, di 12 nel 1800, di 13 nel 1900; sarà di 14 giorni nel 2100, di 15 nel 2200 e così via. Esso conta gli anni a partire dalla nascita di Cristo (Era cristiana). La parola calendario viene dal latino calendarium, il libretto su cui gli antichi romani segnavano ogni anno gli eventi astronomici, religiosi e agrari e in cui comparivano le calende, i primi giorni del mese nel calendario utilizzato prima di Giulio Cesare. Sia i calendari lunari sia quelli solari non corrispondevano alla durata effettiva dell’anno solare. Gli Egizi adottarono un calendario solare; i Sumeri e altri, come gli Ebrei, uno basato sui cicli lunari. Nel primo periodo di vita dell'Impero Romano, intorno all'VIII secolo avanti Cristo, gli antichi romani usavano un calendario formato da dieci mesi, dei quali quattro di 31 giorni e sei di 30 giorni, per un totale di 304 giorni. 16 Nov, Stanotte il picco delle Leonidi, le stelle cadenti di novembre, Crew-1, la prima missione lunga di SpaceX, è partita verso la Iss, Spazio - Hic situs BIS COCTIS, Anglice COOKIES, non utitur! Il numero di 67 giorni aggiunti è confermato da Dione Cassio, il quale però aggiunge che non ci furono ulteriori intercalazioni: egli è a conoscenza del fatto che altri avevano indicato un numero di giorni intercalari maggiore, ma dice esplicitamente che è scorretta. Questo forte divario suscitò in Gregorio XIII, papa dal 1572 al 1585, una particolare preoccupazione: se fosse rimasto in uso il calendario giuliano, la Pasqua avrebbe finito con l’essere celebrata in estate.