Al di là di quelle montagne c’era l’oggetto di un’ossessione che durava da una vita: Roma. - Nome di varî personaggi cartaginesi: 1. La scelta poi di portare gli elefanti sarebbe già sufficiente per fare di lui una leggenda. Annibale però dimostrò di saper tenere testa alle legioni romane anche senza gli elefanti. I Romani avevano seguito attoniti l’avanzata di Annibale lungo l’Italia e il suo tentativo di isolare Roma, ma nella primavera del 216 a. C., Annibale decise a sorpresa di non attaccare Roma e si diresse verso Canne, in Puglia. [36], Secondo quanto racconta Polibio, Publio Sulpicio, dopo aver fatto distruggere tutti i ponti sull'Aniene, costrinse Annibale a far passare il suo esercito al di là del fiume guadandone la corrente e lo attaccò proprio nel momento di maggiore difficoltà. Erano anni che Scipione l’Africano seguiva da vicino le imprese di Annibale, era l’uomo giusto per risollevare Roma dalla polvere, ma prima c’è da ricostruire un esercito. Annibale sapeva che i Romani contavano sulla forza delle loro legioni e sulla pressione che esercitavano sul centro dello schieramento avversario. Con questo semplice giuramento, Annibale si allineò alla tradizione della sua famiglia. La sua guerra contro Roma non era ancora finita, ma dopo la Battaglia di Zama non disponeva più di un esercito. Migliaia di Romani furono uccisi in combattimenti corpo a corpo. La neve aveva già reso i passi insidiosi, tormente e valanghe potevano trasformare la traversata in un inferno. Questo fatto venne interpretato dai Cartaginesi come un prodigio divino e venne udito Annibale affermare che una volta gli dèi gli avevano negato di impadronirsi di Roma, un'altra volta non gli avevano concesso la fortuna [di assaltarla].», Annibale scosso da questi accadimenti, oltre al fatto di essere stato informato che un esercito romano di rinforzi era partito per la Spagna, incurante quindi dell'assedio del condottiero cartaginese, e che il campo in cui aveva posto l'accampamento cartaginese era stato venduto senza che il prezzo fosse per nulla diminuito a causa di ciò, ritirò la sua armata fino al fiume Tuzia, a sei miglia da Roma. Publio Cornelio Scipione detto l’Africano. Fu deciso così di ricordargli la potenza di Roma stringendo un’alleanza con una città iberica nel suo territorio: Sagunto. Quando i Romani avrebbero iniziato ad avanzare, loro sarebbero pian piano arretrati ed assicurò alle sue truppe che lui stesso avrebbe combattuto in prima linea controllando la ritirata. Scipione aveva imparato la lezione del nemico. Posto qui il nuovo accampamento, egli mosse con 2.000 cavalieri verso la porta Collina e giunse nei pressi del tempio di Ercole, per osservare più da vicino possibile la città e le sue opere difensive. Si recò in Asia Minore ed offrì i suoi servizi di generale ai regni che resistevano all’espansione di Roma. Raggiunta la maggiore età, assunse il comando dell’esercito dei Barca, composto per lo più da mercenari, e lo guidò contro Roma. Poteva accadere che gli elefanti si spaventassero, e un elefante in preda al panico avrebbe potuto calpestare anche i soldati del proprio schieramento. Erano degli abili strateghi. Intanto a Roma i senatori attendevano che Scipione raggiungesse e distruggesse Annibale in Spagna, ma gli eventi presero una piega inattesa. Roma intendeva risolvere il problema nel modo più diretto, vincendo la guerra con rapidità ed efficacia colpendo il nemico nella sua roccaforte e costringendolo ad arrendersi. [20], Fu così che Fulvio Flacco scelse di recarsi egli stesso a Roma, poiché il collega Appio era ferito. Sapeva di non disporre delle stesse forze di prima, il suo esercito era un’ombra di quello che era, ed i politici cartaginesi non lo entusiasmavano. La fanteria romana era completamente accerchiata. Noi in questo articolo continueremo a chiamarlo Annibale Barca, ma prima di procedere con la descrizione della sua storia, è utile soffermarci sull’analisi del suo nominativo. 3 legioni = 15.000 fanti e 900 cavalieri (a Roma); Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 16 apr 2020 alle 18:23. Circostanza insolita, Annibale tenne in riserva, in posizione arretrata, i mercenari africani, i suoi veterani. Ora Cartagine chiedeva ad Annibale di tornare per difenderla. Da qui passò attraverso il Monte Algido e si diresse a Tusculum, ma anche qui non venne accolto. I Barca spiccavano per un approccio razionale alla guerra, erano tutt’altro che bruti, le loro tattiche erano sempre originali ed ambiziose. Nella battaglia 184 aC tra il re Eumene II di Pergamo (r. 197-159 aC) e il re Prusia I di Bitinia in Asia Minore (BCE c.228-182), Annibale servito come comandante della flotta Bitinia. Il Senato radunò il più grande esercito nella storia romana, affinché Annibale fosse sconfitto con sicurezza. Con quale esito ? Il figlio di Scipione presente durante questi combattimenti, ricordò la Battaglia del Ticino come un chiaro monito, per la prima volta fu testimone dell’efficacia della strategia di Annibale. Nessuno come Amilcare sapeva che con Roma ogni coesistenza era impossibile. Publio Cornelio Scipione aveva già affrontato l’esercito di Annibale, fu ferito gravemente ma era sopravvissuto ed era pronto a fronteggiarlo nuovamente, in uno dei più grandi scontri di tutti i tempi: la Battaglia di Canne. I Romani mandarono un console con l'esercito contro Annibale, che stava per invadere l'Italia. Amilcare si sentì tradito dalla sua patria, ma riservò il grosso del suo rancore ai Romani, i nemici di tutta una vita. Polibio per ricostruirne la storia, la personalità e le vicende che videro Annibale protagonista, incontrò coloro che l’avevano conosciuto, ripercorrendo il suo itinerario in Italia attraverso le Alpi. Ma la realtà fu molto più sorprendente. Ma i Romani avevano provocato l’uomo sbagliato al momento sbagliato. I governanti cartaginesi ricevettero un emissario di Roma. Il destino della Repubblica costituiva una causa per cui valeva davvero la pena di combattere e morire. La battaglia di Adrianopoli, Romani contro Goti - di Alessandro Barbero [A8DS] by DomDav. Con il tempo le truppe cartaginesi avevano finito la traversata della montagna, ha avuto circa 50.000 soldati e 6000 cavalieri con cui affrontare e sconfiggere i romani 200.000. Attraversarle con un esercito esponeva ad enormi pericoli, ma per Roma lo smacco sarebbe stato tremendo e Annibale decise di rischiare. Un bagno di sangue di proporzioni immense, la più grande vittoria di Annibale, il quale finita la battaglia diede ordine di estrarre dalle dita dei soldati romani patrizi, i loro anelli d’oro. Qui si fermò un solo giorno per saccheggiare e fare provviste per l'esercito in marcia. Molto probabilmente le legioni romane non lo avrebbero affrontato in campo aperto come avvenne in precedenza, ma avrebbero rimpinguato il numero delle truppe disponibili per la difesa della città. Lasciò che l’eco della vittoria si diffondesse per sfruttarne l’effetto psicologico. Non si sa, ma Annibale è stato pensato per essere nato in 247 aC e morto 183 aC. Nonostante i rischi però, i Barca non rinunciarono a quest’arma psicologica, simbolo della potenza di Cartagine.