Si tratta del primo evento devozionale live e televisivo dedicato alla Sindone, dopo il primo, trasmesso nel novembre del 1973: l’ultima esposizione pubblica è stata invece nel 2010 alla presenza di Benedetto XVI. Pochi anni dopo la Sindone venne donata ai conti di Savoia che la tennero prima nella loro capitale di Chambery per poi trasferirla, insieme alla loro residenza, ufficiale a Torino nel 1578. Cari amici la rivista San Francesco e il sito sanfrancesco.org sono da sempre il megafono dei messaggi di Francesco,
Secondo alcuni il frammento rimosso dalla Sindone non apparteneva al tessuto originario, ma a una delle riparazioni compiute in epoca medioevale. La Sindone rimase nelle mani della famiglia fino al 1983 quando ne fecero dono alla Chiesa. Testi per meditare. Approfondimenti biblici. Si trattava, secondo i ricercatori, di un lenzuolo dentro al quale era stato avvolto un uomo che aveva effettivamente i segni corrispondenti a quelli che avrebbe avuto un corpo crocifisso. Per maggiori informazioni visita il nostro sito Informativa sulla Privacy. Museo della Sindone – In via San Domenico 28, a circa 10 minuti a piedi dal Duomo, si trova il Museo della Sindone, aperto tutti i giorni dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 19. Che cos’è la Sindone È un lenzuolo di lino, di circa 4,4 metri per 1,1 di colore giallo ocra. Abbonati al Post per commentare le altre notizie. Attualmente il Custode è l’arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia. È un lenzuolo di lino, di circa 4,4 metri per 1,1 di colore giallo ocra. Nel 2008, il professor John P. Jackson, che apparteneva al gruppo di ricerca dello STURP, pubblicò un articolo in cui criticava alcune di queste ipotesi (in particolare quelle che sostengono che il frammento staccato non fosse rappresentativo) sostenendo comunque che ulteriori studi fossero in corso. È custodita nella Cattedrale di Torino (piazza San Giovanni), nell’ultima cappella della navata sinistra, sotto la Tribuna Reale. Durante le Messe e le altre celebrazioni non è possibile visitare la cappella della Sindone. Ma è difficile, se non impossibile, collegare queste storie con la Sindone di Torino, come è nota oggi. Cos‘è la Sindone. Il Telo si trova dentro la «teca per la conservazione», che a sua volta è rinchiusa in una grande cassa metallica. In Duomo sono sempre presenti i volontari (con la giacchetta viola), disponibili a fornire le altre informazioni necessarie. Le ricerche dello STURP portarono ad un’altra serie di test, più invasivi per la Sindone. Sulla mano visibile è presente un segno, come di una ferita. Descrizione della Sindone > Lettura del Telo Multimediale. Normalmente viene estratta solo in occasione delle ostensioni pubbliche. (SINDONE.ORG). Il Duomo si trova nel centro storico di Torino, vicinissimo a piazza Castello e attiguo al complesso monumentale del Palazzo Reale. All’epoca la Sindone era custodita nella cappella di Chambery. Questa tradizione, anche se ha trovato numerosi riscontri dalle indagini scientifiche sul Lenzuolo, non può ancora dirsi definitivamente provata. Tra i numerosi tesori che vennero rubati dai crociati (tra cui anche i quattro cavalli di bronzo che si trovano nella basilica di San Marco a Venezia) ci fu anche un lenzuolo con impresso il volto di Gesù. La spedizione non proseguì più verso Gerusalemme. I pellegrini possono raggiungere la cappella e fermarsi in preghiera all’esterno (di fronte alla vetrata della cappella vi sono dei banchi e degli inginocchiatoi). Per dimostrare o smentire queste teoria la Sindone di Torino è stata sottoposta negli ultimi decenni a numerosi test scientifici. Negli stessi orari sono presenti i volontari della Sindone, che hanno compiti di accoglienza e sorveglianza. La Sindone è ritenuta dalla Chiesa il sudario con cui venne avvolto il corpo di Cristo dopo la deposizione dalla croce. Lo scopo era datarla con i test al carbonio 14. Sacro Convento, © 2020 tutti i diritti riservati • Credits. Questo articolo non è più commentabile. ... La Sindone è un lenzuolo di lino tessuto a spina di pesce delle dimensioni di circa m. 4,41 x 1,13, contenente la doppia immagine accostata per il capo del cadavere di un uomo morto in seguito ad una serie di torture culminate con la crocifissione. Lungo l’intera navata sinistra del Duomo gli schermi trasmettono alcuni video che spiegano in dettaglio, con traduzioni dei sottotitoli nelle lingue principali, le caratteristiche e la storia della Sindone. Che cos’è la Sindone Le ricerche sulla Sindone iniziano ufficialmente nel 1898, anno in cui, durante un’ostensione, il fotografo Secondo Pia riuscì a scattare una foto del lenzuolo: l’immagine, che normalmente è sfumata, nel negativo risultò molto più nitida e comprensibile! La posizione ufficiale in proposito è stata espressa in un discorso del 1998 da Giovanni Paolo II: Non trattandosi di una materia di fede, la Chiesa non ha competenza specifica per pronunciarsi su tali questioni. Orari della Cattedrale – Il Duomo di Torino è aperto tutti i giorni dalle 9 alle 12.30 e dalle 15 alle 19. A quanto pare era un oggetto molto venerato dalla popolazione nel sud della Francia, ma il vescovo del luogo aveva denunciato il lenzuolo come uno dei molti falsi che giravano all’epoca e ne aveva proibito la venerazione. Il Custode della Sindone. Gli esperimenti dimostrarono che, al 95% delle probabilità la Sindone era da datare tra il 1262 e il 1384, una data compatibile con le prime tracce storiche di cui disponiamo. Molte teorie romantiche sono state costruite su come la Sindone sarebbe arrivata nel sud della Francia. Negli anni precedenti le cronache medioevali sono ricche di notizie relative a reliquie simili: all’epoca esisteva un vero e proprio traffico di reliquie, molto spesso false. Secondo la tradizione si tratta del Lenzuolo citato nei Vangeli che servì per avvolgere il corpo di Gesù, La Sindone è un lenzuolo di lino tessuto a spina di pesce delle dimensioni di circa m. 4,41 x 1,13, contenente la doppia immagine accostata per il capo del cadavere di un uomo morto in seguito ad una serie di torture culminate con la crocifissione. Le volte che Papa Bergoglio ha citato il Santo di Assisi, Sindone - Il volto dell'eterno di Torriti nella Basilica di San Francesco, Solidarietà internazionale nella Giornata dell'infanzia, San Francesco, cambi agli orari delle messe, Basilica di San Paolo, incendio e ricostruzione. Ci sono altri segni sul lenzuolo. Il Sito utilizza i cookie per raccogliere e conservare informazioni sulle preferenze degli utenti. la voce della grande famiglia francescana di cui fate parte. Secondo la leggenda, la Sindone arrivò, tramite i cavalieri Templari, dal Medio Oriente al sud della Francia e qui divenne l’oggetto della venerazione popolare approvata da Clemente VII. Foto: Vittorio Zunino Celotto/Getty Images. Multimedia. Con le prove a disposizione in quel momento, i ricercatori conclusero che era impossibile determinare come l’immagine fosse rimasta così nitidamente impressa nel lenzuolo. Attualmente la Sindone è custodita nel Duomo di Torino, dove si trova da circa 500 anni. Sulla sua superficie sono impresse le fattezze di un uomo sdraiato, con le mani giunte in grembo, una sopra l’altra e i piedi affiancati. Alla morte di Umberto di Savoia, nel 1983, per volontà testamentaria è passata alla Chiesa cattolica che ne ha affidato le cure a un Custode Pontificio della Sindone. Si troveranno così proprio di fronte alla cassa che racchiude la Sindone. Secondo la tradizione si tratta del Lenzuolo citato nei Vangeli che servì per avvolgere il corpo di Gesù nel sepolcro. Altri segni sono presenti sul torace e intorno alla fronte. Essa affida agli scienziati il compito di continuare ad indagare per giungere a trovare risposte adeguate agli interrogativi connessi con questo Lenzuolo che, secondo la tradizione, avrebbe avvolto il corpo del nostro Redentore quando fu deposto dalla croce. Liturgia per la festa della Sindone. La prossima ostensione pubblica? Negli anni successivi ci furono diverse critiche a questa datazione. La Sinossi dei Vangeli della deposizione. Uno dei più famosi progetti di ricerca è stato lo Shroud of Turin Research Project (STURP). Dopo diverse dispute si giunse a un accordo che prevedeva la rimozione di alcuni frammenti della Sindone e il loro esame da parte di tre diversi laboratori indipendenti. Per questo Papa san Giovanni Paolo II l'ha definita "specchio del Vangelo". Certamente invece la Sindone, per le caratteristiche della sua impronta, rappresenta un rimando diretto e immediato che aiuta a comprendere e meditare la drammatica realtà della Passione di Gesù.