[10]. [1] Il comune di Pantelleria fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria nº 3 (Isola di Pantelleria)[19]. Nel 1734 i Borbone si impadronirono di Napoli e della Sicilia: per il Castello di Pantelleria fu un'ulteriore tappa fondamentale. Il tipico dammuso dell'isola di Pantelleria è di origini incerte, ma molto remote. Nel 1859, in seguito alla spedizione di Sapri, le carceri di Pantelleria e Favignana vennero sfollate. Già estintosi, grazie ad un'iniziativa della Regione Siciliana è stato sviluppato un progetto per ricostituire la razza pantesca in purezza, in seguito al quale dal 2003 si annoverano alcuni esemplari. Si trova più recentemente anche nell'isola di Lampedusa. A questo periodo risale la prima testimonianza della cittadella fortificata. Tale scalinata indirizza il visitatore verso un ingresso aperto sul quale si affacciano vani di grandezza differente. Il primo cumulo sull'isola, risalente già all'età del bronzo, fu costruito dai Sesioti. Sull'isola vi sono numerose chiesette, quasi sempre costruite con il medesimo aspetto dei caratteristici dammusi locali, che rappresentano la vera specialità architettonica di Pantelleria. Risale a questo periodo, se non l'introduzione, almeno la profonda cristianizzazione della sua gente:le fonti storiche citano anche un monastero di cui si ignora il sito. Pantelleria venne più volte occupata dai romani durante le guerre puniche, nel corso del terzo secolo a.C., fino alla definitiva conquista avvenuta nel 217 a.C. Durante il periodo di dominio dei Borbone venne mandato a Pantelleria in esilio Carlo Antonio Broggia il quale, nel suo memoriale "Ristoro della Pantelleria" racconta che il secondo livello della torre edificata dai Normanni, venne utilizzato come magazzino per tutte le armi. Ferdinando IV di Borbone decise di costruire una piccola torre rettangolare sopra la torre circolare già esistente. Tale piano fece demolire il bastione esposto verso il mare e parte della torre al suo interno al fine di permettere la costruzione di via Borgo Italia. Saragozza, 1579). Infatti, a Sud dell'isola, il "passiature" L'intonaco però si rovinò dopo poco tempo e proprio per questa sua fragilità si decise di uniformare la torretta al resto dell'edificio rivestendola di pietra squadrata. Nel 1311 una flotta al servizio di Re Federico III di Sicilia, al comando di Luigi di Requesens, vi conseguì una notevole vittoria; la famiglia Requesens ottenne in seguito il principato dell'isola. In un secondo momento si cercò di comprendere le cause che avevano portato l'edificio ad un livello di degrado così avanzato e, successivamente, si consolidò la struttura. Al periodo punico si fanno tradizionalmente risalire le centinaia di cisterne che costellano il territorio dell'isola. 167–182 In prossimità del castello vi era in effetti una struttura chiamata Barbacane, collocata a nord, dove oggi si trova Piazza Almanza. [4] Pantelleria (Pantiḍḍṛaría in siciliano[3]) è un comune italiano di 7 625 abitanti[2] del libero consorzio comunale di Trapani in Sicilia. Il porto dell'isola permette il collegamento regolare con il porto di Trapani. Una volta conclusa la costruzione di tale torre, in prossimità di quest'ultima, i Normanni si dedicarono alla costruzione del castello, che probabilmente si basò su una struttura preesistente; un indizio in proposito è dato dal fatto che le stanze del castello non sono squadrate e tale caratteristica è tipica dell'architettura araba. Durante tale operazione, oltre a trovare un ordigno bellico, è stato scoperto un bunker, probabilmente risalente al 1940. Per questo, la torre venne intitolata a Santa Barbara. Vi è una certa predominanza della volta a botte, costruita con pietra squadrata ed in alcuni casi anche ben visibile. Negli anni '30 l'isola venne fortificata per diretta volontà di Mussolini, su progetto dell'ingegnere Pierluigi Nervi, che vi edificò, fra le altre cose, un gigantesco hangar sotterraneo. Tra questi ultimi vi fu Don Pietro Gallucci, che descrisse la struttura interna che risulta essere simile a quella odierna. I Romani diedero un forte impulso all'economia dell'isola come dimostrano i numerosi insediamenti sparsi nel suo territorio e i rinvenimenti nello stesso sito di Cossyra, tra i quali tre ritratti in marmo raffiguranti Cesare, Tito ed una donna identificata con Antonia minore. [10], Prima del restauro i pavimenti erano molto diversi l'uno dall'altro: in cotto, in cemento, e addirittura in pietra (lavorata e non). A partire dal 1583 il controllo dell'isola passò agli spagnoli che ridimensionarono gli stipendi mensili fissando la nuova paga a 25 scudi per il governatore, 7 per i caporali e 8 per i soldati. Il terzo livello, andato ormai distrutto, era costituito da un unico vano. Nel 2003 sono state rinvenute tre teste di statue romane risalenti al I secolo d. C.[6]. Altro elemento evidente in tutti i dammusi di campagna è lo "stinniture": una superficie piana usata per far appassire l'uva al sole. In particolare gli isolani lo accusarono di aver reso il castello un luogo di aggregazione per ladri e malfattori.[5]. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta l'8 nov 2020 alle 17:02. Tuttavia alcune delle sue parti più importanti furono distrutte solo con il Piano particolareggiato del dopoguerra. I sovrani borbonici trasformarono l'isola in colonia penale, funzione che mantenne anche sotto i Savoia e che è cessata del tutto solo con la caduta del fascismo. I Normanni sbarcarono a Pantelleria nel 1127 dopo tre secoli di dominio arabo e iniziarono a costruire un Donjon sul quale, in un angolo, venne incisa una croce cristiana: uno tra i primi simboli di cristianità dopo una lunga dominazione musulmana. Analizzando i costituenti del dammuso di campagna si notano le due principali zone: una centrale, dedicata alla vita famigliare, e il resto della struttura, destinata allo svolgimento dei lavori. A Pantelleria si produce anche un tipico formaggio fresco, detto tumma, consumato sia dolce che salato. Sono rari gli agrumi, coltivati con particolare cura e protetti dai venti. Piana della Ghirlanda vista da Montagna Grande, Pantelleria Medievale. è spesso coperto da archi i quali funzionano da schermo per il sole e riparano dall'umidità della sera. Saccheggiata dagli Arabi a partire dal 700, fu da essi stabilmente occupata probabilmente dall'845, nel contesto della Conquista araba della Sicilia divenendo parte dell'Emirato di Sicilia[5]. La paternità di tale elemento viene con certezza attribuita a Ferdinando IV perché su una campana vi è inciso lo stemma di tale re. In un primo momento venne messa in sicurezza la torre circolare, in evidente stato di degrado, e si cercò di eliminare gli elementi superflui e inutili nella comprensione dell'architettura del castello. La cisterna invece permetteva l'accumulo di acqua. La struttura del dammuso sembra essere il frutto della rielaborazione di due fondamentali strutture ad esso precedenti: il cumulo, per quanto riguarda l'aspetto esterno, e la cisterna, che ha invece influenzato la costruzione dell'interno. La flora autoctona dell'isola è costituita dalla macchia mediterranea, assai rigogliosa nelle regioni sud-orientali. Il vero momento di svolta per l'architettura pantesca fu la colonizzazione da parte degli Arabi avvenuta nell'835 d.C. la quale determinò l'avvento dell'era del dammuso. Pantelleria è dotata di un aeroporto ed è collegata all'Italia continentale con voli di linea, in regime di continuità territoriale. Istituito nel 2010 dalla Regione Siciliana[11], ospita anche le famose Teste di Pantelleria, tre statue romane raffiguranti Cesare, Tito e Antonia minore, ritrovate durante degli scavi nell'isola. Pantelleria (Pantiḍḍṛaría in siciliano) è un comune italiano di 7 625 abitanti del libero consorzio comunale di Trapani in Sicilia.. Il comune copre l'intera isola di Pantelleria che è estesa più di 80 km² (4 volte circa l'isola di Lampedusa) e si trova a 110 km a sud ovest della Sicilia e a 65 km a nord est della Tunisia, la cui costa è spesso visibile a occhio nudo.