"Sono arrivato in alto perché sono stato fortunato, perché ho lavorato con le persone giuste. Successivamente, come assistente dello scenografo Luigi Scaccianoce, partecipa alla lavorazione di alcuni film di Pier Paolo Pasolini quali Il Vangelo secondo Matteo (1964), Uccellacci e uccellini (1966), Edipo re (1967). A Dante Ferretti, 77 anni,. Dante Ferretti, 77 anni, di lavoro, ha inventato sogni. Come ricorda il suo primo lavoro importante, in Medea di Pasolini? Ha dato volume, forma, colore a cose che erano solo nella mente dei registi. Dante Ferretti è stato scelto come production designer del nuovo parco divertimenti di Roma Cinecittà World di proprietà di Luigi Abete. Giuseppe Rotunno, a.d. Arredi scenotecnici Non è agevole operare una distinzione netta tra la vera e propria scenografia e quel complesso di [...] age of innocence (1993; L'età dell'innocenza) diretto da Martin Scorsese, Museo Le origini Macchine per la riproduzione di immagini fisse e in movimento si trovavano già esposte a partire dal tardo Rinascimento, accanto a strumenti di ottica e fisica sperimentale, nei gabinetti [...] nel 1995 a Cinecittà da Giampiero Brunetta con l'efficace consulenza scenografica di. Qual è, se dovesse definirlo in una parola, la sua firma, la parola che riassume il suo stile, il suo segno? Li ha vinti, gli Oscar, anche sua moglie, Francesca Lo Schiavo, con cui lavora insieme da trent’anni. L’Oscar. Si girava Medea con Maria Callas". Le persone con cui ha lavorato si chiamano Fellini, Pasolini, Terry Gilliam, Martin Scorsese. Domani, a Rimini, riceverà il premio Cinema e industria per la sua carriera straordinaria, nel corso di una manifestazione organizzata da Confindustria Romagna, con l’università di Bologna e il mitico cinema Fulgor di Rimini, quello evocato da Fellini in... SuperSimo intervista la Ferragni "Siamo uguali, toste e vincenti", Il rito dei lucchetti non passa mai di moda. Come si fa a mantenere un sodalizio sentimentale e professionale così a lungo? Dante Ferretti è stato scelto come production designer del nuovo parco divertimenti di Roma Cinecittà World di proprietà di Luigi Abete. Gli Oscar li ha vinti nel 2005 e nel 2012 con Scorsese (The Aviator, Hugo Cabret) e nel 2008 con Tim Burton, per Sweeney Todd. "Facile: io mi chiamo Dante Ferretti Lo Schiavo, e ho detto tutto". La parte esterna dell’abbazia, invece, è stata ricostruita a Fiano Romano dal famoso scenografo Dante Ferretti, capace di creare l’atmosfera cupa e misteriosa sia della storia sia del monastero. Facemmo La città delle donne, E la nave va, Ginger e Fred, La voce della luna e Prova d’orchestra, dove mi inventai l’enorme palla d’acciaio che sfonda le pareti". 20 gennaio 2018, Buon compleanno Federico! FESTIVAL E PREMI CINEMATOGRAFICI. Salò o le 120 giornate di Sodoma (Italia/Francia 1975, colore, 116m); regia : Pier Paolo Pasolini; produzione: Alberto Grimaldi per PEA/Les Productions Artistes Associés; soggetto: dal [...] : Nino Baragli, Tatiana Casini Morigi; costumi: Danilo Donati; scenografia: Todo modo (Italia 1976, colore, 130m); regia: Elio Petri; produzione: Daniele Senatore per Cine Vera; soggetto: dall'omonimo romanzo di Leonardo Sciascia; sceneggiatura: Elio Petri, Berto [...] identificabile, quadro espressionista abilmente coadiuvato dalle inquietanti scenografie di, ‘The Artist’: e il muto ritorna al futuro   Nell’anno del 3D, il trionfo agli Oscar del film di Michel Hazanavicius segna una inattesa riscoperta del cinema prima dell’avvento [...] Ludovic Bource) Hugo Cabret ■ Migliore fotografia (Robert Richardson) ■ Migliore scenografia (, Christian Greco Il giovane faraone di Torino Dopo 17 anni passati nei Paesi Bassi perfezionando una formazione da egittologo che da un semplice Erasmus lo ha condotto [...] realizzazione: riqualificazione del percorso museale; allestimento dello Statuario, a cura di, Scaccianoce, Luigi Scenografo cinematografico, nato a Venezia il 12 luglio 1914 e morto a Roma il 18 ottobre 1981. Nel 2009 torna a lavorare con Scorsese, creando le scenografie di Shutter Island. Successivamente collabora alla realizzazione delle scenografie del parco Tematico Cinecittà World. È vero che rubava i soldi dalle tasche del cappotto di suo padre per andare a vedere i film di Totò? Un mattino stavo andando a Fregene, a fare il bagno. Ci misi dieci anni a dire di sì. Sono stati creati in stile Los Angeles, ispirati alle sale cinematografiche hollywoodiane degli anni ’30 e ’40 con l'utilizzo di materiali di qualità come legno e marmo.[3]. Dove volevo arrivare? "No, non è vero. Però passarono dieci anni. “Ferrettino, guarda che so tutto, sei andato a fare Medea! Non erano solo i film di Totò. "Era gentilissima. Mah… a me piace il cibo. Volevo mangiare". Nell'autunno del 2013 il MoMA di New York lo ha celebrato con una rassegna di film. [...] The Grand Budapest Hotel (2014) di Wes Anderson – oppure la scenografia – Oscar 2005 a. ColoreIl colore nel cinema Prima ancora della nascita ufficiale del cinema, fin dalle primissime pellicole di Thomas [...] ; Le avventure del barone di Munchausen) di Terry Gilliam (fot. "Ragazzi, l’amore non cresce sui social". Verso la metà degli anni ottanta, Ferretti sposta la sua attenzione all'estero; arriva così la consacrazione a livello internazionale con film dalle atmosfere affascinanti o fantastiche come Il nome della rosa, quando collabora con il regista Jean-Jacques Annaud per la versione cinematografica del romanzo omonimo di Umberto Eco, Le avventure del barone di Münchausen dell'ex-Monty Python Terry Gilliam, per il quale ottiene la prima candidatura all'Oscar. Nel 2012 ottiene il terzo Premio Oscar della carriera, grazie alle scenografie di Hugo Cabret, l'ennesima collaborazione con il regista italo-americano. Celebre a livello internazionale grazie alle sue numerose collaborazioni in importanti produzioni hollywoodiane. Era Franco Rossellini, il produttore di quel film. [5], 'The Artist': e il muto ritorna al futuro, Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani S.p.A. © Tutti i diritti riservati. Anche i western, le commedie… Vedevo anche due film al giorno, anche tre. Volevo mangiare". Avrei voluto lavorare nel cinema, fare il lavoro di quelli che creavano quei mondi: anche se ancora, di quel lavoro, non sapevo neppure il nome". Dove volevo arrivare? Le persone con cui ha lavorato si chiamano Fellini, Pasolini, Terry Gilliam, Martin Scorsese. Ha vinto tre Oscar, ma coltiva l’arte preziosa della modestia. Nel 1990, firma le scenografie dell'Amleto di Franco Zeffirelli, ottenendo la seconda candidatura all'Oscar, entrambe insieme alla moglie Francesca Lo Schiavo, arredatore di set, sua abituale collaboratrice. Finiti gli studi scolastici si trasferisce a Roma , mentre si diploma presso l'Accademia delle Belle Arti, lavora in qualità di assistente scenografo a fianco dell'architetto Aldo Tomassini Barbarossa. - Scenografo italiano (n. Macerata 1943). Per Hugo Cabret ho anche vinto un Oscar, mi pare…". il premio “Cinema e industria” 2020, presidente di giuria Pupi Avati Ha vinto tre Oscar, ma coltiva l’arte preziosa della modestia. Dante Ferretti nasce il 26 febbraio 1943 a Macerata, figlio di un piccolo mobiliere, dove frequenta con profitto mediocre l'Istituto d'arte[1], iniziando presto ad avvicinarsi al mondo del cinema e, in particolare, alla scenografia. Mi chiamò due volte, prima che dicessi di sì. Continuando a navigare accetta i cookie. La solida preparazione culturale e tecnica lo portò a considerare la scenografia non [...] (costumista anche dei tre film di Pasolini citati) e si avvalse dell'aiuto di, Letteratura Vedemmo a casa sua la partita del secolo, Italia-Germania 4-3". Tra le opere si ricorda La Traviata nell'allestimento del 1992 per la regia di Liliana Cavani, ancora rappresentata; ha in seguito disegnato le scene de La mosca di Howard Shore per la regia di David Cronenberg, opera tratta dall'omonimo film, rappresentata nel Théâtre du Châtelet a Parigi. [10], Temi generali "Ero stato sui suoi set come assistente allo scenografo Luigi Scaccianoce. In seguito lavora con importanti registi italiani come Marco Bellocchio, Elio Petri, Sergio Citti, Liliana Cavani, Marco Ferreri, Luigi Comencini, Ettore Scola e Franco Zeffirelli, mentre si afferma anche come scenografo teatrale, allestendo numerose opere nei teatri di tutto il mondo. Ha vinto tre Oscar, ma coltiva l’arte preziosa della modestia. Sempre con Pasolini firma Medea (1969), il suo primo lavoro di scenografo, iniziando così una collaborazione che lo vedrà impegnato fino all'ultima opera del grande regista, Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975).