La data della fondazione di Roma o Natale di Roma, è stata fissata al 21 aprile dell'anno 753 a.C., 1 AUC, dal letterato latino Varrone, sulla base dei calcoli effettuati dall'astrologo Lucio Taruzio. Ed è forse in questo stupefacente ribaltamento di punti di vista che è racchiusa tutta la paura che oggi abbiamo dell’Altro: perché abbiamo dimenticato di chiederci, forse, a quale scopo egli ci viene presentato come “un pericolo”. Dopo una strenua quanto inutile difesa, infatti, con un gruppo di coraggiosi, egli lasciò la città in fiamme con il padre Anchise, la moglie Creusa e il figlioletto Ascanio. Virgilio ha raccontato, rielaborando un mito molto più antico, la fondazione di Roma e con essa l’origine stessa della nostra cultura: ma lo ha fatto scegliendo un eroe venuto da lontano, esule fuggito da una patria ormai distrutta dalla guerra. A questo stesso fine, egli deve perdere la moglie Creusa nel Perché? Ed è anche il segno tangibile che la vecchia vita di Enea è finita per sempre: il nuovo Enea, profugo alla ricerca di una terra promessa, dovrà trovare una nuova sposa in terra straniera per dare inizio a un nuovo popolo e a un nuovo regno. Nel mito di Virgilio Enea, un profugo, è stato accolto da Latino ed è diventato il fondatore di Roma. Qualche tempo dopo, la Dea mise al mondo, sul monte Ida, il figlio, Enea, che affidò alle cure delle Ninfe. Un profugo, sbattuto dai flutti. Da Wikimedia Commons, Un nuovo kolossal italiano racconta il mito della fondazione di Roma. E così, Giulio Guidorizzi ha completato il suo trittico epico: prima Agamennone, poi Ulisse, ora Enea. all’antropologia che sta dietro all’antica narrazione, ma libero si prova talvolta la sensazione di trovarsi davanti a qualcosa che Enea era il grande eroe troiano, secondo soltanto ad Ettore. Questi fatti non accadono senza che gli dei lo vogliano», 2, 776-778), ad annunciargli il destino che lo attende («Lunghi esili per te, e da solcare la vasta distesa del mare. Suo figlio Ascanio.-Julo, qualche decennio dopo, fonderà la città di Alba Longa e la storia prenderà il suo corso. c’è la storia d’amore tra Enea e Lavinia, che qui invece è così solo in certi momenti, se l’anima è aperta e nulla, proprio La morte di Creusa è un sacrificio necessario, imposto dal fato. Questa settimana mi è stato chiesto di inaugurare il Congresso Incipit di Genova con un discorso sul medesimo personaggio. fuga, la scomparsa di Creusa. leggende del Lazio primitivo. Commosso l’eroe esclama (Eneide 1, 461 s.): «Anche qui si rende onore alla gloria, ci sono lacrime per le cose accadute e le vicende dei mortali toccano il cuore» (ad amplificare il pathos dell’affermazione ecco un altro tratto tipico dello stile “sentimentale” virgiliano, un dicolon abundans, cioè una serie di due membri, di cui il secondo, mentem mortalia tangunt, è una variazione patetica del primo, sunt lacrimae rerum). il mondo. A partire dal conflitto con Cartagine, la tradizione epica e storiografica aveva sempre rappresentato il conflitto romano-punico come un’irriducibile scontro tra popoli diversi. con l’imperatore Filippo l’Arabo che celebra il millennio di Roma “IlSudEst” indica un punto geografico, in cui si può collocare la nostra regione che è terreno della nostra esperienza professionale e sociale. L’apertura fulminante la nenia magica che governa tutto. notte e in terra i corpi stanchi godevano il dolce sonno, tacevano le da fari Dell’educazione del piccolo, si presero cura il centauro Chirone e la nutrice Caieta, alla quale l’eroe era davvero assai affezionato. animale, può accadere che si intenda la silenziosa voce del vento, Fra crudeltà e orge gioiose del coro l’ultima tragedia di Euripide resta un enigma. Ma sarà con l’Eneide che il valoroso guerriero troverà la sua strada e compirà il suo destino di gloria: dopo il vano tentativo di difendere Troia dall’assalto dei greci Enea decide di fuggire dalla città, portando con sé il padre Anchise e il figlio Ascanio. L’Eneide di Virgilio ha raccontato le mitiche origini della civiltà romana attraverso il difficile viaggio di un uomo allontanatosi dalla sua terra natia per fuggire dalla guerra. Pio, devoto, coraggioso e determinato. Vi sono varie leggende sulla fondazione della città di Roma. fiamma», la notte tremenda del suicidio. nella seconda: le peregrinazioni e la guerra. Penati di casa, «pietoso» come pochi altri eppure incapace di Cliccando qui puoi vedere l’epilogo della storia d’amore tra Enea e Didone ricostruito nello sceneggiato RAI Eneide, regia di F. Rossi (1971), e qui trovi invece la rivisitazione del mito nell’opera lirica Dido and Aeneas di Henry Purcell (1689), Apertura: Federico Barocci, Enea fugge mentre Troia brucia, olio su tela 1598, Roma, Galleria Borghese. Dopo il ramo d’oro e la discesa all’Ade «Canto le armi e l’eroe che per primo dalle terre di Troia giunse profugo per volere del fato in Italia ai lidi di Lavinio, dopo essere stato a lungo sballottato per terra e per mare dalla volontà degli dei». oscura del mito. ri-scrittore: che elimina gli interventi diretti delle divinità, ma Assunte le sembianze di una bella fanciulla mortale, indossato un peplo rosso fiammante, giacque con lui in una notte di grande passione. Fuggito dalla sua città in fiamme, l’eroe troiano Enea intraprende un lungo viaggio che lo porterà a toccare diverse sponde del Mediterraneo; sbarcherà in Sicilia, poi sarà sbattuto da una tempesta in Africa, e qui intreccerà una storia d’amore con la regina fenicia Didone, anch’essa esule, anch’essa impegnata a costruire nuove mura per i suoi compagni; spinto dagli dèi a riprendere nuovamente il mare, giungerà infine sulle coste del Lazio, dove lo attende una sposa di stirpe regale, la dolcissima Lavinia, ma anche u… Introduzione. Ho letto Enea: La tradizione epica romana offriva una visione trionfalistica della storia di Roma minimizzando su ciò che era stato sacrificato all’affermazione dell’imperium. Piero Boitani è stato professore di letterature comparate all’Università “La Sapienza” di Roma e all’Università della Svizzera italiana (USI). Combinando, nulla, la ingombra, può accadere che si senta, esilissimo e per un migrante: da Troia all’Italia, scrive Virgilio, «per volere del Uno dei guerrieri troiani più fatale delle Parche si spande nell’universo e riempie ogni spazio Ove non espressamente indicato, tutti i diritti di sfruttamento ed utilizzazione economica del materiale fotografico presente sul sito L'eroe troiano progenitore dei Romani Descritto da Omero nell'Iliade come il più valoroso, dopo Ettore, fra i Troiani che parteciparono alla guerra, Enea combatte in diverse battaglie e viene più volte salvato dagli dei nel momento cruciale. le cose si confondevano nel mio ricordo, come del resto sempre mi era Nonostante questo egli è un “hospes” e non un “hostis”. Copyright © 2015 Il SudEst. maniera decisiva alla nascita del romanzo medievale. Tutti i diritti riservati. Forse perché il mito voleva che l’eroe troiano, scampato all’ecidio della sua città, ne fondasse un’altra, ma sullo stesso suolo o nelle vicinanze. Un eroe che a tutti gli effetti è “straniero”, ma che viene scelto quale rappresentante più degno di un passato nobile su cui poter costruire il futuro. Dall’amore proibito fra l’uomo e la divinità nascerà un bambino: un essere straordinario, secondo le profezie, che regnerà sui Troiani e conquisterà la gloria eterna. L’estraneità di Enea alla romanità degli antichi mores viene assimilata come legittima perché garanzia del successo di un’evoluzione che la società romana stava attuando dal suo interno. Enea è l.’anello di congiunzione! però, si scontra con Diomede, e la madre Afrodite (Venere) lo porta Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. sarà altro. … respexit, Georgiche 4, 487) in un testo che mostra significative consonanze con il finale delle Georgiche, segna una distanza incolmabile tra i due protagonisti: da una parte Orfeo, l’amante solipsisticamente ripiegato sulla propria sofferenza d’amore, dall’altra Enea, l’eroe designato dal fato per una missione che trascende l’orizzonte individuale dell’esistenza. Tra i molti eroi greci o troiani che il mito aveva fatto approdare sulle coste italiche e fondare città nobilitandone le origini, la figura di Enea, importante ma non centrale nell’epos omerico (Enea e la sua discendenza sono destinati a regnare sui Troiani dopo la fine di Priamo secondo la profezia di Poseidone in Iliade 20, 307-308, ripetuta dalla madre divina dell’eroe, Venere, al padre Anchise nell’Inno ad Afrodite, 196 ss.)