57 In corsivo nel testo. FOCA ~ FOCACCIA GRILLO ~ GRILLETTO SALA ~ SALINA MULO ~ MULINO AQUILA ~ AQUILONE BURRO ~ BURRONE RAPA ~ RAPINA CUCCIA ~ CUCCETTA PULCE ~ PULCINO Nella poesia individua i falsi alterati e spiegane il significato. Perchè di gentilezza essere avari? Questa esperienza ha fortemente segnato il suo stile, tanto che se ne trovano varie tracce nella sua produzione maggiore coeva e successiva. Requiem per un uliveto (1992), Il salto dell’acciuga (1997), L’ospite celeste (1999), Hotel Angleterre (2007); diverse raccolte di poesie: Collier per Margherita e (1977), Cartoline di mare (1984), Narcisi d’amore (1995), Spiaggio, sdraio e solleone (2000); un poemetto Trotablu (1987). Nella filastrocca ci sono dei "falsi alterati" Sei capace di scoprirli? L'estate di San Martino e la poesia di Giosuè Carducci co... Grammatica per i bambini delle cl. Testo della filastrocca dal titolo: Il Girotondo del fannullone di Diego Valeri, tratta da: "Acque chiare" libro di testo per le scuole elementari (1955). Se i libri fossero di torrone, ne leggerei uno a colazione. cit., p. 39. Troviamo anche l’immagine ricorrente11 del mare-orto che si trasforma con le stagioni: « Il mare davanti è come un orto […] E se ieri era color di sera oggi è fiorito di Primavera12 ». 11 Cfr. pensieri. Per questo motivo, concentreremo la nostra analisi sulla poesia per bambini di Orengo e, in un secondo tempo, metteremo in luce il ricorso a moduli stilistici e tecniche compositive della filastrocca nella produzione destinata agli adulti, sottolineando le ragioni dell’adozione di queste soluzioni formali. 54 Nico Orengo, Narcisi d’amore (poesie 1974-1994), Parma, Guanda, 1995. 29Le quarantacinque poesie che compongono il Collier sono caratterizzate da misure brevi, versi cantabili, spesso rimati « molto cadenzati, qua e là persino a filastrocca47 ». Ne fanno parte il ricorso al fiabesco che entra nei suoi iperrealistici romanzi, la costruzione di un mito personale della propria infanzia nei testi narrativi di autofinzione e la creazione del personaggio del ragazzo sognatore, che abbiamo così denominato per la sua tendenza a fantasticare. 1 Orengo ha scritto dieci romanzi: Miramare (1976), Dogana d’amore (1986), Ribes (1988), Le rose di Evita (1990), La guerra del basilico (1994), L’autunno della signora Waal (1995), La curva del Latte (2002), L’intagliatore di noccioli di pesca (2004), Di viole e liquirizia (2005), Islabonita (2009); cinque racconti dai moduli complessi e ibridi: Figura gigante (1984), Gli spiccioli di Montale. non è un melone, ed il mulo . Orengo invece è anche (e soprattutto) uno scrittore, Nella nota introduttiva al gruppo di poesie di Orengo in, Nico Orengo è uno dei poeti che più hanno pensato alle capacità di elaborazione fantastica dell’intelligenza libera (e anche critica, sissignori!) Travestimenti e stili di fine secolo, Torino, Bollati Boringhieri, 1999, p. 248. Ne riportiamo tre. Tuttavia, va fatta una distinzione: Rodari si dedica esclusivamente all’infanzia. Nella prima, intitolata « Un po’ di frutta » vengono evocati i nomi di diverse varietà di pesche, ciliegie, albicocche, pere e mele, utilizzati come spunti fonici per descrivere i comportamenti del frutto protagonista (sottoposto, è evidente, a un processo di antropomorfizzazione), dando vita a situazioni improbabili e esilaranti: La pesca Reginaha il nocciolo in societàcon sua cugina.La mela Carlaè pettegolae sparla24. 43 Nico Orengo, Canzonette, op. 74 Nico Orengo, Il salto dell’acciuga, Torino, Einaudi, 1997, p. 37. Si avverte il gioco intellettuale, il divertissement, perseguito soprattutto attraverso il suono e la libertà degli accostamenti. Era figlio della canna e della rosa, della mimosa e del garofano. cit., p. 292. dei bambini: è tra quelli che hanno scritto poesie di grande valore per tutti (cioè anche gli adulti si divertono a leggere le sue invenzioni)44. Producono lo stesso effetto nonsensical le associazioni inattese (sapori-concerto, nota-rana) del secondo testo che abbiamo scelto. Cerchia solo i falsi alterati di ogni coppia. È chiaro che se si considera il nonsense come un genere letterario con precise coordinate spaziotemporali, affermatosi in Inghilterra alla fine del xix secolo, durante il periodo vittoriano, i cui rappresentanti più insigni furono Edward Lear e Lewis Carroll, è facile rispondere che Orengo non può essere un autore di nonsense. E quest'Inconscio sarebbe quel posto dove nascondo un pensiero nascosto? Ne vengono evocate variamente la forma (anemolo palmato), il colore (il garofanino roseo), il “comportamento” (vischio parassita), la consistenza al tatto (il fior di cuculo vischioso), l’utilizzo (favagello da insalata), l’odore (tazzetta gradevolmente odorosa), il gusto (la liquirizia dal dolce rizoma). 32Infine, l’ultimo esempio che proponiamo si configura come una vera e propria conta per bambini, che riserva però una freddura in explicit: Uno, uno e dueQui ci metto un bue.Bue, tre e quattroqui ci porto un gatto.Gatto, cinque e sei,qui ci viene lei.Lei, sette e ottoQui ci vado sotto.Sotto nove e dieciMargherita oggi mi spiaci51. Terre blu: «Il mare era un grande orto, di patelle, di ricci, di granchi, di polipetti e seppioline, un ricco menù da riva e da mare, con le mani, con la lenza, con le reti e le nasse, verso triglie, aragoste, gronghi, cefali, lovassi » (Nico Orengo, Terre blu. Ci interessa qui solo sottolineare l’influenza che i più rappresentativi autori di nonsense hanno avuto sulla scrittura di Orengo, il quale dimostra di conoscere e ammirare l’opera di Lear e Carroll e di sentirli vicini e congeniali al suo immaginario poetico con precisi riferimenti nei suoi testi19, con alcuni interventi e articoli che ha dedicato al loro lavoro20 e con vere e proprie dichiarazioni di “debito”, come nella nota alla traduzione di Morte malinconica del bambino ostrica: « Per dar voce ai tanti personaggi di Tim Burton ho preso la via della filastrocca, della rima infantile, cercando una lettura che credo comune a quella di Edward Lear21 ». Come notano i curatori, a differenza di altri autori « di nonsensi » che presentano situazioni plausibili in contesti inattesi o che partono da una situazione assurda e a questa « si attengono con coerenza, senza più salti di senso e l’immaginazione fuori del normale raggiunge una sua particolare normalità », Orengo tende a moltiplicare i nonsensi verso dopo verso: Se è già nonsenso dire: “La lumaca/dondola sull’amaca” lo è ancora di più affermare che “pensa a meno che a niente”. cit., p. 302. Ed ora alcuni giochi! 23 Nico Orengo, Sulla strada del mercato, illustrazioni di Anita Lobel, Milano, Emme, 1982. URL : http://journals.openedition.org/italies/6429; DOI: https://doi.org/10.4000/italies.6429. 68 Sandro Gros-Pietro, Prefazione, in Nico Orengo, Trotablu, Torino, Genesi Editrice, 1987, p. 3.