Odio/Rappresaglia (rivisitazione di "Odio" e "Rappresaglia" per i fatti del G8 nell'album NA9910°), Solamente per pensare (versione italiana di "Solamente por pensar" dalla raccolta Incontrolable), Comitato paritetico per l’indagine conoscitiva Sui fatti accaduti in occasione del vertice G8 tenutosi a Genova - Seduta di martedi` 28 agosto 2001, Processo ai 25 no-global, XIII udienza - trascrizione Roberto Di Salvo, Relazione di servizio inerente all'impiego della Compagnia CCIR Charlie, trascrizione dell'udienza n 58 del processo ai manifestanti, Indagine conoscitiva sui fatti accaduti in occasione del vertice G8 tenutosi a Genova, Chiesto rinvio a giudizio per 4 agenti di polizia, Trascrizione della testimonianza di Pasquale Guaglione, Le motivazioni della sentenza di secondo grado, G8: Cassazione, accantonato stato diritto - Top News - ANSA.it, Continua il processo per l'irruzione nella scuola Diaz durante il G8 di Genova. Leggi. Durante i processi, sulla presenza dei due Defender, Cappello affermò che "vi fu un arretramento disordinato. A tal proposito si veda il filmato a partire dal minuto 18:08, dal minuto 26:00 e dal minuto 27:10. Gli inquirenti hanno dovuto così investigare in base alle firme di sottoscrizione, spesso mere sigle, con il risultato che uno dei firmatari del verbale di arresto è rimasto ignoto (circostanza significativa secondo l'accusa pubblica della mancata collaborazione nelle indagini da parte della Polizia, pur delegata dalla Procura a investigare sui tragici fatti).». ...... e dall'odio accumulato a causa delle ingiustizie che si sono verificate a Genova. Ai dieci condannati (accusati di devastazione e saccheggio) vennero tuttavia sensibilmente aumentate le pene rispetto a quelle erogate in primo grado, per un totale di 98 anni e 9 mesi di carcere. Una in retromarcia e una a marcia avanti. Avvolti nei sacchi a pelo, molti di loro sono stranieri. Una giornata contraddistinta da scontri di piazza e soprattutto dalla morte del manifestante Carlo Giuliani. [1] Il 6 aprile 2017, di fronte alla stessa Corte, l'Italia ha raggiunto una risoluzione amichevole con sei dei sessantacinque ricorrenti per gli atti di tortura subiti presso la caserma di Bolzaneto, ammettendo la propria responsabilità.[2]. [senza fonte]. Spara due colpi. di Duccio Facchini — 19 luglio 2017. © Testi e immagini sono di proprietà dei rispettivi siti indicati. Il ministro della Giustizia in carica Roberto Castelli, che aveva visitato la caserma nelle stesse ore, dichiarò di non essersi accorto di nulla, ugualmente confermò il magistrato antimafia Alfonso Sabella, che durante il vertice ricopriva il ruolo di ispettore del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria ed era responsabile delle carceri provvisorie di Bolzaneto e San Giuliano. Tortura anche in carcere ad Asti. Divisi in due gruppi di 2 e 3 mezzi, i primi si spostarono in corso Italia per disperdere alcuni manifestanti, mentre i secondi vennero coinvolti in alcuni scontri in viale Nazario Sauro, una traversa del corso, durante i quali uno degli autisti dei mezzi fu ferito alla testa, l'appuntato Luca Puliti (il ferimento di maggiore gravità tra i carabinieri che parteciparono agli eventi, necessiterà di alcune settimane di ricovero ospedaliero). 0. di MARCO LIGNANA ...Dopo la sentenza della Corte Europea di Strasburgo parla uno dei due magistrati che per 7 anni si occuparono delle indagini e dei processi sulle torture agli. Gli spari, uditi da numerosi testimoni, inclusi fotoreporter e giornalisti, e registrati da una telecamera posta in via Ilice, spinsero gli aggressori ad allontanarsi e, pochi attimi dopo, il Defender ripartì passando due volte sul corpo di Carlo Giuliani rimasto a terra. Un fascicolo riservato di 36 pagine, titolato "Informazioni sul fronte della protesta anti-G8", compilato dalla questura di Genova ai primi di luglio e reso pubblico dal quotidiano genovese "Il Secolo XIX" alcuni giorni dopo il termine del G8, conteneva un'analisi dei vari gruppi che dovevano partecipare alle manifestazioni divisi per colori in base alla loro pericolosità: il blocco rosa, comprendente le associazioni per l'azzeramento dei debiti dei paesi poveri, organizzazioni cattoliche, ambientaliste ed elementi della sinistra antagonista che si riconoscono nel patto di lavoro e nella rete Lilliput, considerato di bassa pericolosità; il blocco blu e il blocco giallo, considerati come possibili fautori di incidenti e disordini, quali "episodi di generico vandalismo", "blocchi stradali e ferroviari" e attacchi mirati contro le forze dell'ordine; il blocco nero, comprendente sia il movimento anarchico definito black bloc, considerato possibile autore di azioni condotte da piccoli gruppi composti da "10 o 40 elementi ciascuno", sia gruppi legati all'estrema destra quali Forza Nuova e Fronte Sociale Nazionale, dei quali era stata segnalata la presenza alla questura dal Genoa Social Forum il 18 luglio, che avrebbero potuto infiltrare elementi tra i gruppi delle tute bianche, allo scopo di confondersi tra i manifestanti per aggredire i rappresentanti delle forze dell'ordine, "screditando contestualmente l'area antagonista di sinistra anti-G8"[9][10].