Il padre Creonte, corso in aiuto, tocca anch'egli il mantello, e muore atrocemente. Le dee Era e Atene proteggevano questi viaggiatori, pertanto chiesero alla dea Afrodite di aiutarli nel compiere l’impresa. Così Medea usa ancora le sue arti magiche per convincere le figlie di Pelia ad ucciderlo, perché così il loro padre sarebbe ringiovanito. Il suo nome in greco significa ‘astuzia’. Invece secondo la variazione del mito proposta da Diodoro Siculo, il Sole, Elio, ebbe due figli, Perse e Eeta. Qui a Giasone era stato promesso il trono da Pelia, in cambio del vello, ma Pelia si rifiuta di concederlo a Giasone. Tutti però l'hanno raccontata in modo differente. Giasone accetta e cerca inutilmente di far accettare la cosa a Medea, che si dispera per l'abbandono e il nuovo esilio, imposto da Creonte, timoroso di sue vendette. All'inizio della Metamorfosi, Medea è la protagonista assoluta, ma pian piano cessa di essere un'eroina in cui il lettore può identificarsi e diviene un personaggio che appare e scompare come per magia. In base alla route avrà un ruolo più o meno importante, sempre come antagonista nei confronti del protagonista. Maledizione che, alla fine, darà luogo alla morte del marito e dei figli. Medea (in greco antico: Μήδεια, Médeia) è una figura della mitologia greca, figlia di Eeta, re della Colchide, e di Idia. Il mito di Medea Il racconto del mito di Medea è collegato alla nostra recensione della collana “Grandi Miti Greci”, Volume 8: Medea – La condizione femminile. Inizia così una serie di episodi tragici che vedono Medea protagonista tanto disperata quanto feroce. Fingendosi rassegnata, finge di voler rappacificarsi con la nuova famiglia del marito per il bene dei figli e manda come dono nuziale una veste finissima e una corona d'oro alla giovane Glauce, la quale, non sapendo che i doni sono intrisi di un potente veleno, li indossa, per poi morire fra fiamme e dolori strazianti. Ma la vendetta di Medea non finisce qui. Secondo la leggenda, fu figlia di Eete, re della Colchide, e di Idea. You can also subscribe without commenting. La donna si innamorò perdutamente di lui, e quindi fece di tutto per aiutare Giasone a conquistare il vello d’oro: addirittura, uccise il fratello, Apsirto, e ne sparse i resti dietro di sé mentre fuggiva con Giasone che nel frattempo aveva sposato. È uno dei personaggi più celebri e controversi della mitologia greca. Ma si trattava di un inganno, e le figlie di Pelia inconsapevolmente ammazzano il padre. Dopo aver superato diverse avventure, arriva finalmente in Colchide ma Eeta intende consegnargli il vello d’oro solo se l’eroe supererà una durissima prova: aggiogare dei buoi che spirano fiamme, arare con essi un immenso campo seminando denti di drago e uccidere i guerrieri nati da quei denti. Il suo nome in greco significa ‘astuzia’. Il piano dell’opera “Grandi Miti Greci” e recensioni agli altri volumi. Medea (in greco antico Μήδεια) è un personaggio del mito greco. Era nipote di Circe, la maga, e proprio come lei anche Medea era dotata di poteri magici. Perse ebbe una figlia, Ecate, potentissima maga, che lo uccise e più tardi si congiunse con lo zio Eeta. Il mito di Medea, la donna innamorata Il momento in cui il mito di Medea prende vita è quello in cui Giasone e gli argonauti giungono a Colchide, re del padre della maga, in cerca del vello d’oro. E 10534 e la Medea di Carcino, Ricerche di metrica e musica greca per Roberto Pretagostini, Sophocles' Oedipus in Mentis Bostantzoglou's “Medea”, Euripides in Mentis Bostantzoglou's Medea, Dizionario Mitologico - Eroi e leggende del mondo classico dalla A alla Z, La Madre: 'i figlie so' piezze 'i sfaccimma, Corrispondenza tra divinità greche e romane, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Medea&oldid=116446681, Voci con modulo citazione e parametro pagine, Voci non biografiche con codici di controllo di autorità, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Torna nella Colchide, dove si ricongiunge e si riappacifica con il padre Eete. Dalla passione all’odio – Medea è una delle figure mitiche più note e presenti nell’immaginario e nelle testimonianze antiche: prigioniera della propria passione d’amore e vittima, al tempo stesso, del pregiudizio di chi la considera maga e straniera, Medea si macchia del crimine più orrendo che una madre può compiere, l’uccisione dei propri figli, divenendo il simbolo estremo di una femminilità negata. La metamorfosi avviene in modo repentino ed è possibile rintracciarla attraverso il confronto tra la scena dell'incontro con Giasone nel bosco sacro e il ringiovanimento del padre dell'amato: se nel primo caso appare come un medico antico, nel secondo utilizza esplicitamente la parola "arte" (vv.171-179) mostrandosi come una vera strega.