E’ scesa la notte sul nostro cammino e il sogno ha cessato di brillare. Sad, but we couldn't add you to our mailing list ATM. “Come vorrei che questo fuoco fosse acceso!” (Lc 12,49), “Il sogno è il desiderio di bellezza che vive nell’anima.”. Questo è il miracolo del sogno, e se vogliamo portarlo al suo pieno compimento dobbiamo metterci in cammino. Una chiara ripresa dell’idea riscontrata in Egitto, secondo cui l’Oltretomba e il mondo terreno sono intimamente (e dinamicamente) collegati, è una dimostrazione, se mai ne avessimo avuto bisogno, che la visione di Giacobbe nasceva da una tradizione ancora vivente di cui essa ne era solo un frammento, una timida sbirciata sul paesaggio verdeggiante della Terra Promessa. Un primo esempio lo si può rinvenire nella storia della scala di Giacobbe nell’Antico Testamento. La sua umiltà fu così profonda che ella non ebbe sulla terra attrattiva più potente e continua che quella di celarsi a se stessa e ad ogni creatura, per non essere conosciuta che da Dio solo. Che il Signore ci aiuti a combattere la buona battaglia della fede (cfr 1Tm 6,12; 2Tm 4,7) e a chiedere, nella nostra preghiera, la sua benedizione, perché ci rinnovi nell’attesa di vedere il suo Volto. 13 novembre, la giornata mondiale della gentilezza e il progetto We.Ca.re. benchè prima fu tratto dall’ardentissimo fuoco Colui che i cieli non possono contenere, è contenuto nel tuo seno, o Benedetta. Ma anche qui, il racconto mantiene la sua voluta duplicità, perché il significato più probabile del nome Israele è “Dio è forte, Dio vince”. Termine fisso d’eterno consiglio. si effondano i suoi aromi. …che prima ancora della creazione da sempre accarezzava e stuzzicava il suo grande Cuore: grande per amore, creatività, entusiasmo. Come ricorderete, Giacobbe aveva sottratto al suo gemello Esaù la primogenitura in cambio di un piatto di lenticchie e aveva poi carpito con l’inganno la benedizione del padre Isacco, ormai molto anziano, approfittando della sua cecità. E il Patriarca risponde: “Giacobbe” (v. 28). Si dovrebbe allora pensare che Giacobbe debba soccombere, ma invece è l’altro a chiedergli di lasciarlo andare; e il Patriarca rifiuta, ponendo una condizione: «Non ti lascerò, se non mi avrai benedetto» (v. 27). (Gn 28,10-22) Certo, il cammino di quella strada dissestata è faticoso e spesso difficile, e quando la bruttura del dolore tenterà di incatenarci al “vecchio” oscurandoci le prospettive, la bellezza del sogno sarà il faro che ci spingerà avanti, quella nostalgia che ci farà alzare lo sguardo verso un orizzonte pieno di luce e belle promesse. Così, al termine della lotta, ricevuta la benedizione, il Patriarca può finalmente riconoscere l’altro, il Dio della benedizione: «Davvero – disse – ho visto Dio faccia a faccia, eppure la mia vita è rimasta salva» (v. 31), e può ora attraversare il guado, portatore di un nome nuovo ma “vinto” da Dio e segnato per sempre, zoppicante per la ferita ricevuta. Salve, o piena di grazia, il Signore è con te.” Da bracciante a segretario della Cgil, Amen.is una piattaforma online per la preghiera. nel suo proprio linguaggio. Solo alla fine, quando la lotta sarà ormai terminata e quel “qualcuno” sarà sparito, solo allora Giacobbe lo nominerà e potrà dire di aver lottato con Dio. (Luigi Maria Grignion). Giacobbe si mette in viaggio da Beersheba alla volta di Harran. IVA 06212220013 - Iscr. Dio si lascia vincere sulla croce per poterci benedire, si fa debole, ma non ce la dà per vinta, anzi si fa carico delle nostre domande e della nostra lotta assumendole nella vita del suo Primogenito, Israele (Mt 2, 15): il Figlio vive in sé la suprema lotta che Dio combatte per instaurare la benedizione. Il testo lega la comprensione di noi stessi così come siamo veramente al nostro riconoscimento di Dio così come è veramente; Giacobbe assediato non vede riflessa negli occhi dell’aggressore solo la sua ambiguità, ma anche Peniel, il volto di Dio. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. Odi di Salomone. Signore, ecco la tua moneta d’oro, che ho tenuto nascosta (Lc 19, 20), Gli attacchi, spesso scomposti e irrispettosi, verso Don Leonesi, “reo” di aver difeso la vita nascente, dimostrano come nel nostro Paese esista una cultura anticristiana. E’ la voce di Dio che ci dice: “Alzatevi, andiamo!” (Mc 14,42)  e seguiremo la traccia che il sogno di Dio ha lasciato dentro ognuno di noi, la sua impronta (Eb 1,3). Salve, montagna intatta, dimora di ogni onore. NARRATORE Allora Maria disse: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto.” Maria condusse una vita assai nascosta; per questo è chiamata dallo Spirito Santo e dalla Chiesa Alma Mater: Madre nascosta e segreta. La lotta di Giacobbe con Dio al guado dello Yabboq è il tema della riflessione di Benedetto XVI nell'udienza di mercoledì 25 maggio. Ma quando è tutto pronto per questo incontro, dopo aver fatto attraversare a coloro che erano con lui il guado del torrente che delimitava il territorio di Esaù, Giacobbe, rimasto solo, viene aggredito improvvisamente da uno sconosciuto con il quale lotta per tutta una notte. Un primo esempio lo si può rinvenire nella storia della scala di Giacobbe nell’Antico Testamento. Spinti da quel desiderio di bellezza che li tormenta, che li rende incontentabili, perennemente inadeguati al quotidiano, si alzano e si mettono in cammino con un unico pensiero: realizzare il proprio sogno di bellezza, con  “Ardore e passione evangelica che generano l’ardore e la passione per Gesù. Li prese, fece loro passare il torrente e portò di là anche tutti i suoi averi. 31 Ma Giacobbe venne a sapere che i figli di Làbano dicevano: «Giacobbe si è preso quanto era di nostro padre e con quanto era di nostro padre si è fatta tutta questa fortuna». “Durante quella notte egli si alzò, prese le due mogli, le due schiave, i suoi undici bambini e passò il guado dello Iabbok. Pare non si trattasse di un meraviglioso angelo, ma ignoriamo chi fosse il tale fino alla fine del racconto, quando Giacobbe chiamerà il luogo Penuel, volto di Dio. O Vergine benedetta, o Vergine, dal Creatore del mondo prescelta e predestinata, madre senza concorso d’uomo, concepirai colui che prima dei secoli è stato generato senza madre dall’eterno Padre. Memoria che possa risvegliare e rinnovare in noi la capacità di sognare e sperare. Lo Spirito stese le sue ali sul grembo della Vergine, ed ella concepì e partorì e divenne madre-vergine con grande sollecitudine. Se non buttiamo la spugna decidendo di tornare indietro, ci ritroveremo a menare pugni, a lottare con tutte le forze fino allo sfinimento, fin quasi a lasciarci la pelle. Tu sei Israele, questa è la tua storia, che inizia con il padre Abramo e ti accompagna fino al fratello primogenito Gesù, con i fratelli e le sorelle di ogni età, sia fedeli sia infedeli. Ma in questo gesto di arrendersi anche Giacobbe paradossalmente risulta vincitore, perché riceve un nome nuovo, insieme al riconoscimento di vittoria da parte dell’avversario, che gli dice: «Non ti chiamerai più Giacobbe, ma Israele, perché hai combattuto con Dio e con gli uomini e hai vinto» (v. 29).