18, c. 1, definendolo come una modalità di svolgimento del rapporto di lavoro subordinato con la finalità di incrementare la competitività e agevolare la conciliazione dei tempi di vita e lavoro. E questo non è accettabile; soprattutto se un maggior lavoro non si traduce in maggiore produttività. Noi prevediamo pertanto dei nuovi contratti collettivi con un orario di lavoro di 30 ore settimanali, con una contrazione degli oneri contributivi a carico delle imprese per la stipulazione di nuovi contratti o la rimodulazione dei contratti in essere con tali modalità. Rendere il sistema formativo orientato alla carriera più selettivo e impegnativo. Ne La Società della Stanchezza (ed. Strada: ‘Accordo Emergency-Protezione civile’. Lavoro e controllo dei dipendenti: da pc a smartphone, gli strumenti legali Un libro sulla Casa del Popolo di Ponticelli, La concezione del dramma moderno del giovane Lukács, La Repubblica Popolare Cinese a 71 anni dalla fondazione - Parte 2, Polonia, l’aborto e il medioevo alle porte, L’enciclica “Fratelli tutti” di papa Bergoglio, Capitalismo pandemico e obiettivi delle lotte sociali, Perché la pandemia colpisce particolarmente i paesi liberisti, Il capitale ha riconquistato piena padronanza del sistema bancario (Parte prima) », I rinnovi dei contratti nazionali non siano merce di scambio, Eurosovranità o democrazia? Inoltre le forze di lavoro erano in rapida crescita per l’ingresso nel mercato del lavoro dei nati negli anni Sessanta e delle donne. Pensano mai alla vecchiaia da giovani? In Italia i timidi passi intrapresi dalla Triplice confederale CGIL-CISL-UIL hanno trovato un interlocutore arcigno e arroccato su posizioni nettamente iperliberiste, determinato a mantenere lo scontro di classe aperto e senza minime concessioni: il neo-Presidente di Confindustria Bonomi, interprete inflessibile della lotta di classe condotta dal padronato per mantenere, ed accrescere, la rendita di posizione acquisita in questi decenni. Ridurre l’orario di lavoro aiuterebbe a risolvere questo paradosso, facendo lavorare un po’ meno tutti. Chi deve sobbarcarsi tali costi? La partita che si pare è perciò determinante sul piano politico: il modo in cui verranno utilizzati  i miliardi del Recovery Fund ci dirà in che direzione l’esecutivo Conte può orientare la politica economica della prossima fase post-pandemica. f._fbq = n; Commercio globale, il RCEP annuncia l’alba del ‘secolo asiatico’? s = b.getElementsByTagName(e)[0]; Il Covid-19 ci ha portato definitivamente fuori dalla stagione fordista-taylorista. if (!f._fbq) Peter Gomez, Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Association La città futura La grande innovazione di questo accordo incontra perfettamente le esigenze lavorative dei dipendenti, essendo l’adesione esclusivamente su base volontaria, in modo da rispettare le differenti esigenze e la sempre più complicata e urgente necessità di conciliare i tempi di vita e di lavoro, cercando di mantenere, anzi di incrementare, la retribuzione. I dirigenti (non profit e for profit) che parlano di motivazione e benessere si rendono davvero conto dei livelli di stress in cui vivono le “loro persone”, iperconnesse e sobbalzanti tra bip e notifiche h24? Meglio. interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. E allora confrontiamoci. La Germania che chiude le fila tra i Paesi europei per ore di lavoro in una settimana, è invece tra i Paesi con migliore produttività. Tuttavia, non basta invocare l’intervento dello Stato sul piano del controllo: negli ultimi dieci anni vi è stata una caduta di quasi il 19% degli investimenti pubblici (fonte ISTAT), che evidenzia come non sia sufficiente conferire allo Stato un ruolo di semplice controllo, occorre invece che esso assuma un ruolo attivo nella sfera economico produttiva attraverso una programmazione degli investimenti e delle risorse che garantiscano gli interessi di tutta la collettività. Se ci infettiamo come ci isoliamo?” Nelle periferie, tra paura del contagio e allarme lavoro, Regioni cambiano ancora idea su zone rosse: pressioni per tornare arancioni (e le giravolte).