Si trattava di un cristiano, che fatto prigioniero dagli Arabi in Siria, aveva abiurato alla propria fede per aderire alle credenze dei suoi nuovi padroni: poi liberato dalla schiavitù poco tempo addietro, aveva assunto la cittadinanza bizantina, si era guadagnato la stima di Leone per la sua forza fisica e la sua convinta adesione all'eresia, tanto da divenire il braccio destro dell'Imperatore in questa così vasta e malvagia impresa...», Teofane sostiene poi, nella frase successiva, che Leone subì anche l'influenza negativa del vescovo di Nicoleia, Costantino, che era contrario alla venerazione delle icone. Sempre Teofane narra che Costantino, scudiero dello stratego dell'Armeniakon, distrusse una statua della madonna in occasione dell'assedio. [46], La figura di Leone è stata recentemente rivalutata. Secondo le fonti iconodule Leone III sarebbe stato spinto a seguire una politica ecclesiastica iconoclasta per influenze ebraiche e islamiche. Difficile comunque stabilire quanto di vero ci sia in questi resoconti, e i motivi per cui fu introdotta l'iconoclastia: secondo diversi studiosi, «non vi sono prove di contatti tra Leone e questi riformisti iconoclasti, o di ogni loro influenza nella sua tarda politica, come del resto non vi sono evidenze di influenze ebree o arabe». Leo III the Isaurian (Greek: Λέων ὁ Ἴσαυρος, romanized: Leōn ho Isauros; c. 685 – 18 June 741), also known as the Syrian, was Byzantine Emperor from 717 until his death in 741 and founder of the Isaurian dynasty. L'Imperatore, riconoscente, lo nominò spatharios. Costantino V Copronimo imperatore d'Oriente. Il Barbaro non fu tardo a obbedire: e fece distruggere tutte le più venerande immagini, che erano in tutte le chiese nel suo dominio. In un vasto piano di riforma volto a svecchiare lo stato e consolidare l'autorità imperiale vanno inquadrati i due decreti del 726 e del 730 che proibivano il culto delle immagini sacre, suscitando la lunga contesa iconoclastica. The Emperor also undertook some reorganization of the theme structure by creating new themata in the Aegean region. Riportando la guerra in Asia, respinse gli Arabi sino all'Eufrate, sconfiggendoli in pieno ad Akroinòs (740). Leone rispose che il suo nome di battesimo era proprio Conone, al che il Patriarca tentò di dissuaderlo dall'iconoclastia dandogli dell'anticristo nel caso avesse perseverato. Scholars have discussed the mutual influence of Muslim and Byzantine iconoclasm, noting that Caliph Yazid II had issued an iconoclastic edict, also targeting his Christian subjects, already in 721.[15]. Suddivise il tema anatolico in due, scorporando da esso la parte occidentale, che ricevette il nome di tema dei Trachesi. Leone III Isaurico (in greco Λέων Γ΄ ὁ Ἴσαυρος; [], 675 circa – 18 giugno 741) fu Basileus dei Romei (Imperatore d'Oriente) dal 25 marzo 717 sino alla sua morte. Con la grande vittoria conseguita (717-18) sugli Arabi che, passati in Europa, avevano attaccato Costantinopoli per mare e per terra, L. fiaccò definitivamente lo slancio aggressivo dei musulmani. Some, including the Byzantine chronicler Theophanes, have claimed that Konon's family had been resettled in Thrace, where he entered the service of Emperor Justinian II, when the latter was advancing on Constantinople with an army of loyalist followers, and horsemen provided by Tervel of Bulgaria in 705. [41] Secondo Haldon e Brubaker, non esistono fonti attendibili che dimostrino che Leone III abbia veramente promulgato un editto ordinante la rimozione delle sacre immagini: sembrerebbe smentire ciò la testimonianza di un pellegrino occidentale che visitò Costantinopoli e Nicea nel 727-729 senza annotare, negli scritti in cui ricorda il viaggio, alcuna persecuzione di massa o rimozioni di immagini, contraddicendo dunque le fonti iconodule;[42] anche la lettera del patriarca Germano a Tommaso di Claudiopoli, datata dopo il supposto editto del 730, non fa un minimo accenno a persecuzioni imperiali; è possibile che l'Imperatore abbia fatto rimuovere alcune immagini, probabilmente dai luoghi più in vista, ma non vi sono evidenze che la rimozione fu sistematica; e nemmeno le monete fatte coniare dall'Imperatore danno evidenze di iconoclastia. Provvide a rappacificarsi con i popoli slavi e riorganizzò le forze armate. But the destruction of the armament by a storm decided the issue against him; his southern Italian subjects successfully defied his religious edicts, and the Exarchate of Ravenna became effectively detached from the Empire. [26] Venne nominato esarca Eutichio, il quale però a causa del mancato appoggio dell'esercito, non poté instaurare l'iconoclastia in Italia e fallì anche nel tentativo di assassinare il Papa. In the Italian Peninsula, the defiant attitude of Popes Gregory II and later Gregory III on behalf of image-veneration led to a fierce quarrel with the Emperor. He also successfully defended the Empire against the invading Umayyads and forbade the veneration of icons. Teofane Confessore, nella sua Cronaca, parla invece di influenze islamiche: «Gli [si riferisce al califfo arabo Yazid II, che cercò di emanare un editto iconoclasta] subentrò tuttavia in questa ripugnante, scellerata eresia, l'Imperatore Leone, la causa di molti nostri mali. storia [13] Le lettere furono però svelate all'Imperatore, che punì molto severamente i coinvolti nella congiura, decapitandoli o confiscando le loro proprietà ed esiliandoli. Teofane nell'anno 729/730 riporta una conversazione con il Patriarca Germano in cui il Patriarca disse all'Imperatore che le immagini sarebbero state rimosse non durante il suo regno ma durante il regno di Conone. [8] Invece mantenne il tema opsiciano intatto, commettendo un grave errore: infatti alla sua morte, il suo stratego Artavasde tenterà di usurpare il trono a Costantino V. Fu lui (o forse Anastasio II) a dividere inoltre in due il tema marittimo dei Carabisiani.[14]. e poet. Nonostante ciò, a causa dell'iconoclastia, la vittoria ottenuta sugli Arabi fu passata sotto silenzio, e Leone III fu demonizzato, anche se in misura minore rispetto a suo figlio, dai cronisti iconoduli.[34]. Leóne III Isaurico imperatore d'Oriente. Già Edward Gibbon, nonostante fosse molto critico nei confronti dei Bizantini, scrisse su di lui: «Leone III portato a quella dignità pericolosa, vi si tenne fermo a dispetto dell'invidia de' suoi uguali, del malumore di una fazione terribile, e degli assalti dei nemici domestici e forestieri.