La Parola è Vita D'altronde, se lo Spirito non fosse Dio non potrebbe esser Creatore di vita nuova. 6 A caratterizzare in una parola le aspirazioni o le tendenze della carne, l'Apostolo dice: Perchè ciò a cui la carne ha l'animo è morte: morte in quanto allontana sempre più l'anima da Dio e conduce infine alla morte definitiva. A render più concreto questo pensiero, l'Apostolo aggiunge: destinati a dividere quella gloria nella quale è entrato il nostro fratello maggiore (cfr. COMMENTO DELLA LETTERA AI ROMANI . versDio=1; ossia in quello stato di libertà di cui godrà il creato allorquando i figli di Dio saranno glorificati. Introduzione Nell’epistolario paolino la Lettera ai Romani ha un sicuro primato. Or la speranza di ciò che si vede, non è speranza; difatti, quello che uno vede, perché lo spererebbe ancora? 19In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. 16se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. colla forza di vita che lo Spirito comunica al vostro spirito. Il loro sospiro è volto alla gloria e sanno che a quel fine Dio fa tutto volgere, perchè il suo proponimento è di condurvi i suoi. La liberazione per opera dello Spirito Santo, (Ga 3:13, 14; Ro 6:22, 23) Ga 5:16-25; 6:8. La caduta dell'uomo ha invece recata sentenza di morte sul corpo e di maledizione sulla natura. La natura intera ne ha il sentimento confuso e sale dal suo seno un lamento continuo che reclama, dal cielo una rinnovazione. Ad ogni modo, l'esistenza del piano eterno della redenzione presuppone la prescienza della caduta dell'uomo, e «la difficoltà di conciliare la sovranità di Dio colla libertà umana s'incontra da chiunque ammetta l'esistenza d'un Dio personale. «L'odio del mondo è sempre in proporzione dello splendore e della forza con cui manifestasi la verità di Dio» (Bonnet). Data questa essenza dell'aspirazione carnale, è evidente che coloro la cui vita si svolge in quell'ambiente e sotto una tale dominazione, non possono piacere a Dio. «Alcuni anni or sono, narra il Moule, io ricordo di aver letto la chiusa di questo capitolo con alcuni amici, in una bella sera di Gennaio, nel Colosseo, al chiar di luna. poichè le due cose non si possono disgiungere Galati 4:7; Marco 12:7: chiamati ad entrar in possesso dei beni che Dio, il quale non muore, tiene in serbo per i suoi figli. Messaggi OFF LINE. Sì, "pieno compimento di tutta la legge", quella promulgata da Mosè sul Sinai e quella consegnata da Gesù nel Vangelo, è propriamente il suo comandamento, il precetto che c'impegna a non fare del male a nessuno, anzi a volere il bene dell'altro, a qualsiasi etnia, nazione, lingua appartenga. In questo stato di debolezza, gli viene in aiuto lo Spirito di Dio; e quegli slanci più sublimi del cuore verso Dio, che la mente è incapace di tradurre in parole, sono i sospiri dello Spirito. Ma le aspirazioni dello Spirito sono conformi alla volontà di Dio ed al supremo bene dell'uomo: ma ciò a cui lo Spirito ha l'animo è vita e pace; è vita in sè e conduce alla pienezza della vita; è pace perchè è in armonia con Dio e non conturba l'anima. Il corpo terreno dunque muore. Siamo fin d'ora figli, ma non goderemo, della pienezza dei diritti conferitici se non più tardi. Il motivo però della sentenza che grava sul creato non è già una qualche colpa morale di cui è invece la inferiore, ma è la disubbidienza dell'uomo. non la paura della morte e del martirio che potrebbe coi suoi dolori indurli a rinnegar Cristo; nè la vita colle sue preoccupazioni, i suoi allettamenti e le sue vanità. https://media.blubrry.com/oggi_in_cristo/p/archive.org/download/LetteraAiRomani/26-romani.mp3. Il tempo in cui era «venduto schiavo al peccato» è passato. if (versnome=="Nuova+Riveduta") Ma se speriamo ciò che non vediamo, l'aspettiamo con pazienza. La liberazione per opera dello Spirito Santo (Ga 3:13, 14; Ro 6:22, 23) Ga 5:16-25; 6:8. "selected=\"selected\" ":"")+"value=\"Diodati\">Diodati"; Amor di Cristo e amor di Dio in Cristo sono in questi versetti considerati come equivalenti, perchè secondo la dichiarazione di Cristo, «Egli ed il Padre sono una stessa cosa» Giovanni 10. Dopo un periodo di relativa incoscienza morale, in cui era «senza legge» Romani 7:9, egli era venuto a reale contatto colle esigenze morali di essa ed avea principiato a conoscere il suo stato di peccato. Tali, le sofferenze recateci dalla malvagità del mondo; ma esse non avranno tanta forza da spegnere in noi la fede e separarci da Cristo. «Quel ch'è nato dalla carne è carne; ma quel ch'è nato dallo Spirito è spirito» Giovanni 3:6. Si potrebbe rendere: «anzi ne ha fatto il sacrificio per noi tutti». Chi, è nella carne è in stato d'inimicizia con Dio. Cfr. La natura soffre e soffre suo malgrado, per la colpa, del suo re. Non sarebbe completa la felicità dell'uomo se dovesse vivere in un mondo ove le creature fossero soggette al dolore ed al disordine. Perchè io stimo che le sofferenze del tempo presente. I versetti Romani 8:31-39 sono la conclusione di quanto l'Apostolo è venuto esponendo fino ad ora sulla salvazione. Infatti, ciò che era impossibile alla legge, perché la carne la rendeva impotente, Dio lo ha fatto; mandando il proprio Figlio in carne simile a carne di peccato e, a motivo del peccato, ha condannato il peccato nella carne. Le grazie ricevute, e possedute di già, nel presente, sono una garanzia, di fatto di quello che sono oggetto di speranza. Vedere e sperare sono due termini che si escludono a vicenda. 3. Egli è la nostra santificazione; uniti a lui, moriamo al peccato e viviamo per la giustizia (cap. A quel sospiro conforme alla sua, volontà, e formato, dal suo Spirito, Iddio non può mancare di rispondere; quindi l'esistenza stessa di un tal sospiro serve ad accertarci che alla gloria finale tutto converge. Quale forza deriva dalla certezza che Dio è per noi! "Dio è amore". 1Corinzi 15:51-54; Filippesi 3:21). Sarà forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Questo penserò nella mia pausa contemplativa, oggi; per convertirmi sempre più da una religiosità solo formale e comportamentista a una fede cristiana autentica, viva e testimoniante. In questo sta la spiegazione della parola di Paolo: non di sua propria volontà ma a cagione di colui che ve l'ha sottoposta. Sono destinati da Paolo come gli eletti, o l'elezione 2Timoteo 2:10; Tito 1:1; Romani 11:7, gli eletti di Dio (Colossesi 3:12; cfr.