La madre di Maria Luisa Elisabetta, Francesca Maria di Borbone-Francia era in cattivi rapporti con la sorella maggiore Luisa Francesca di Borbone-Francia, moglie di Luigi III di Borbone-Condé, a causa del fatto che il suo matrimonio con il duca di Orléans le aveva conferito la precedenza a corte. La scelta per Elisabetta, che era gobba,[3] cadde su un prince étranger (principe straniero): Luigi Giuseppe di Guisa; era questi il capo titolare della Casa di Guisa, un ramo cadetto della Casa di Lorena, di cui faceva parte la madre di Elisabetta. Alla morte di sua madre, avvenuta nel 1672, Isabelle si trasferì nel Palazzo del Lussemburgo assieme al figlioletto. Line: 479 Dal 1715 suo padre era sovrano de facto di Francia come reggente per il giovane Luigi XV di Francia. Function: _error_handler, File: /home/ah0ejbmyowku/public_html/application/views/user/popup_harry_book.php Nel 1715, alla morte del re Luigi XIV suo padre divenne reggente per il successore, Luigi XV. La duchessa ordinò che le governanti del figlio continuassero a ricevere il loro stipendio annuale. Elisabetta Margherita nacque a Parigi, al Palazzo del Lussemburgo, all'epoca chiamato Palais d'Orléans, ed attualmente sede del Senato di Francia; il palazzo era stato ceduto al padre alla morte di sua madre, Maria de' Medici, nel 1642.Elisabetta Margherita era conosciuta con il suo primo nome, Elisabetta, ma essa si firmò sempre come Isabelle. Elisabetta Margherita d'Orléans (Parigi, 26 dicembre 1646 – Versailles, 17 marzo 1696) fu Duchessa d'Alençon suo jure e Duchessa di Guisa e Joyeuse per matrimonio. Sempre molto devota, Isabelle commissionò numerose composizioni religiose a Marc-Antoine Charpentier, il compositore di Maria I di Guisa;[5] essa inoltre richiese a Charpentier anche pezzi di musica profana, come opere e pastorali, che vennero eseguiti a corte. Crebbe al Palais-Royal, la residenza degli Orléans a Parigi, regalo del re ai genitori di suo padre, in occasione del matrimonio del figlio. Line: 24 Louise Elisabeth d'Orléans, reine d'Espagne.jpg 337 × 500; 103 KB Luisa Isabel de Orleans, reina de España, esposa de Luis I.jpg 1,579 × 1,920; 2.18 MB Luisa.jpg 418 × 671; 43 KB Uno particolarmente fastoso venne tenuto in occasione della visita di sua zia, Elisabetta Carlotta di Borbone-Orléans, duchessa consorte di Lorena. Elisabetta Carlotta d'Orléans Elisabetta Carlotta di Orléans ritratta da Pierre Gobert nel XVIII secolo. English: Marie Louise Élisabeth d'Orléans (Palace of Versailles, 20 August 1695 – Paris, 21 July 1719) was a member of the House of Orléans and a princess of the blood.After her marriage to her cousin, the Duke of Berry, she became a "granddaughter of France. Nel 1694 Elisabetta cedette il Palazzo del Lussemburgo a Luigi XIV. Era figlia di Gastone d'Orléans e prima cugina del re Luigi XIV di Francia. Fu battezzata a Saint-Cloud il 29 luglio 1696. Nel 1672 essa ricavò un appartamento privato per sé stessa nell'abbazia di Saint Pierre de Montmartre, dove incontrava spesso Mademoiselle de Guise e la sorella badessa. Il contenuto è disponibile in base alla licenza, Maria Luisa Elisabetta di Borbone-Orléans, Ultima modifica il 22 set 2020 alle 18:08, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Maria_Luisa_Elisabetta_di_Borbone-Orléans&oldid=115652741, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Ancora incapace di camminare all'età di quattro anni, Francesco Giuseppe venne fatto cadere dalla sua governante e, nel 1675, al Palazzo del Lussemburgo, morì per il trauma cranico riportato.[4]. La duchessa ordinò che le governanti del figlio continuassero a ricevere il loro stipendio annuale. [6] Essa morì nel 1696 alla Reggia di Versailles e venne sepolta nel convento carmelitano parigino, tra le suore; la grande fortuna che aveva accumulato durante la sua vita venne lasciata in eredità alla sorella maggiore, nonché l'unica sopravvissuta, Margherita Luisa. La chiusura al pubblico dei Giardini del Lussemburgo la rese impopolare ai parigini. Il suo cuore fu portato presso il convento della Val-de-Grâce di Parigi dal vescovo di Sens, e il suo corpo all'abbazia di Saint-Denis. Quando si discusse in alternativa del matrimonio del duca di Berry invece con Maria Luisa Elisabetta, la zia avrebbe messo in giro la voce di una sua relazione incestuosa con il padre. Non lasciò alcuna discendenza che le sopravvisse. Dopo il 1675 questo piccolo circolo famigliare si allargà quando la sorella di Elisabetta, Margherita Luisa, granduchessa di Toscana, lasciò il marito e si trasferì in un appartamento all'interno delle mura dell'abbazia dove visse in una specie di regime di arresti domiciliari. This page was last edited on 5 August 2020, at 21:37. A sua volta, Luisa Elisabetta prese come amante, un certo monsieur La Haye (che fece seguito a monsieur de Salvert), concependo un piano per fuggire nei Paesi Bassi. Sua nonna paterna, Elisabetta Carlotta del Palatinato, scrisse nelle sue memorie che a partire da un'età molto precoce, Luisa Elisabetta: ...era fatta tutta a suo modo, e non sorprendeva dunque che fosse come un cavallo testardo.... Si ammalò ancora di vaiolo a dieci anni e rischiò di morire. Con l'aiuto della futura cognata Maria Adelaide di Savoia, moglie di Luigi duca di Borgogna, la scelta cadde su Maria Luisa Elisabetta. This file is licensed under the Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported, 2.5 Generic, 2.0 Generic and 1.0 Generic license. Line: 107 Maria Luisa Elisabetta, duchessa di Berry (20 agosto 1695 – 21 luglio 1719) Carlotta Aglae, duchessa di Modena e Reggio (20 ottobre 1700 – 19 gennaio 1761). Maria Luisa Elisabetta di Orléans, (Marie Louise Élisabeth) (Versailles, 20 agosto 1695 – Parigi, 21 luglio 1719), nota come Mademoiselle d'Orléans, fu una principessa del sangue di Francia, e, attraverso le nozze con suo cugino il Duca di Berry, divenne una petite … Dopo il 1675 questo piccolo circolo famigliare si allargà quando la sorella di Elisabetta, Margherita Luisa, granduchessa di Toscana, lasciò il marito e si trasferì in un appartamento all'interno delle mura dell'abbazia dove visse in una specie di regime di arresti domiciliari.