share. C’erano almeno quattro ufficiali che si disputavano l’autorità a bordo, in disaccordo sull’atteggiamento e la rotta da tenere verso i porti della salvezza. Erano più che fratelli. Condannata un’avvocatessa, Operazione “Dirty Slot” su associazione mafiosa per monopolio del gioco d’azzardo? Appunti per un naufragio di Davide Enia è una di quelle storie che nasce da una necessità: raccontare per sopravvivere a un dolore, per creare un antidoto al procedere insensato della storia. Profughi a migliaia. Diese Seite wurde zuletzt am 6. Ascesa e potere di una grande dinastia, Maometto: biografia e storia della nascita dell’Islam, Età Giolittiana. La Wilhelm Gustloff era una nave passeggeri della compagnia Kraft durch Freude (KdF) divenuta famosa per essere stata affondata da un sommergibile sovietico nel corso della seconda guerra mondiale, il 30 gennaio 1945 nel Mar Baltico. Log in or sign up to leave a comment log in sign up. Cambiano i governi, mutano i nomi, ma la struttura rimane sempre quella» (p. 19). Mentre i soldati del Reich lottavano con le unghie e i denti per conservare il controllo delle vie di fuga da Konigsberg (oggi Kaliningrad) lungo la laguna costiera Frisches Haff verso sud ovest e la relativa salvezza della Germania centrale, la Marina cercò di evacuare quante più persone possibile da Pillau (il porto più vicino a Konigsberg), Danzica e appunto Gdynia. O forse se la notte fosse stata limpida, la collisione che non si sarebbe verificata. (Silvia Morosi, Paolo Rastelli, Corriere della Sera) […], Un grazie a tutti per i commenti, speriamo che altri seguano. I transatlantici negli anni della “Belle époque” sono concepiti come vere e proprie città galleggianti. Il terzo e ultimo siluro colpì la sala macchine e decretò la condanna definitiva della nave, che affondò nel giro di 70 minuti. Riuscirono a salvarsi quasi tutti. Quanto a Marinesko, l’affondamento non gli portò fortuna: buon comandante in mare ma pronto a ubriacarsi e a perdere la brocca quando era a terra, era già sorvegliato dalla Nkvd, la polizia politica, per sospette attività antisovietiche e antipatriottiche. Il freddo intenso rende le strutture metalliche più fragili e meno resistenti. Il menù era allora più raffinato del solito e i gentlemen che prendevano posto alla tavola del comandante non di rado sfoggiavano le loro decorazioni appuntate sugli abiti da cerimonia.”. Caporedattore di Fatti per la Storia, cura i rapporti con l'esterno. Morì di cancro tre settimane dopo. Alle ore 23.40 le due vedette Frederick Fleet e Reginald Lee, sprovviste di binocoli, vedono un iceberg proprio di fronte la nave. La nave si inclina, imbarca acqua, ma le operazioni di soccorso riescono ad evitare il peggio grazie anche alla Île de France. Grazie. Mentre l’acqua inizia subito a penetrare dallo squarcio che si è creato il comandante Smith ordina di chiudere le porte stagne e di scandagliare la nave. | Nella tragedia morirono più di 1500 persone, comprese quasi tutte quelle che componevano l'equipaggio. Sono i numeri del bollettino epidemiologico della Regione. Ottomila, forse, oppure novemila o diecimila. Articolo infubbiamente interessante che illumina spicchi di Storia poco conosciuti. Doverosa, una premessa. Il transatlantico RMS Titanic, il più grande e lussuoso costruito sino ad allora, simbolo per eccellenza della “modernità trionfante”, del progresso e della tecnica. A seguito di un’operazione da parte degli agenti del Commissariato di Gallipoli, i provvedimenti sono scattati all’indirizzo di due fratelli di Matino e due brindisini. il link del sito “WilhelmGustloff” è sbagliato, prego correggere. Close • Posted by 1 minute ago. Ma non per esperti o accademici, bensì per "passanti" interessati dai percorsi degli eventi, attraverso volti, date, curiosità anche minime. Silvia verso la sua fine. Un rumore interrompe la musica dell’orchestra che sta suonando “Arrivederci Roma”. Cristiani e cattolici videro nel disastro del Titanic un ammonimento divino contro la modernità, il culto del progresso tecnologico, la credenza nell’onnipotenza della scienza.” (L’apocalisse della modernità, Emilio Gentile). E anche la quotidianità della gente di Lampedusa, di chi vive e ha vissuto quei momenti, quel dolore pubblico e sconcertante: Enia racconta la verità dei fatti di chi si trova davanti agli occhi e tocca con mano – è il caso di dirlo – una delle più grandi tragedie dei nostri giorni: non numeri, non servizi, non titoli o parole, ma incontra senza filtri donne, uomini, bambini: vite che non esistono più, morte nel desiderio di sfuggire alla morte.