Il possesso di un suo ricciolo, inoltre, poteva assicurare la vittoria sugli avversari. Storia. Fatto ritorno a Serifo, Perseo pietrificò anche Polidette e liberò sua madre Danae che era stata fatta schiava dal tiranno. The sculpture stands on a square base which has bronze relief panels depicting the story of Perseus and Andromeda, similar to a predella on an altarpiece. Perseo donò successivamente la testa di Medusa ad Athena dea della ragione, del senno e della guerra. Non tutti però forse sanno, come narra il mito, che Medusa non è sempre stata un mostro. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati. 32T E 681553 N 4848708. Nello specifico, Garbati si è occupato di reinterpretare la Medusa di Cellini, mettendo il suo autoritratto al posto della testa di Perseo. Narra la leggenda, che Medusa fu trasformata in mostro proprio da Athena, come punizione per aver giaciuto con (o per essere stata violentata da) Poseidone in uno dei suoi templi. La depose in una borsa di pelle e montò su Pegaso raggiungendo in volo il paese degli Etiopi. Passando rapidamente alla Rivoluzione Francese, in questo periodo Medusa divenne simbolo di cambiamento. Il messaggio rimane da secoli che ribellarsi alla violenza non è mai la giusta soluzione. Il luogo dove, da piccolo, cominciai ad apprezzare l’Iliade, l’Odissea e l’Eneide; dove ho cominciato a respirare l’arte della Magna Grecia». Perseo portò con sé la testa di Medusa, che non aveva perso il suo potere di pietrificare con lo sguardo. Athena ricorda la figura della madre della piccola vittima di abuso che per gelosia, subalternità e fascinazione nei confronti del potere patriarcale abusante, abbandona a se stessa la figlia vittima di abuso, condannandola ad una rabbia senza fine e contribuendo a farla diventare un mostro. Una volta che Perseo raggiunse il luogo dove dimoravano le Gorgoni, le trovò che dormivano. Si chiamavano Steno (la Forte), Euriale (l’Ampia) e Medusa (l’Astuta). Medusa è la rappresentazione, tutt’ora attuale, dell’impossibilità di considerare la vittima in quanto tale, nel tentativo di attribuirle la colpa e la responsabilità della violenza subita. N 43° 46.150 E 011° 15.344. Il Perseo è una statua celebre nella storia dell'arte, grazie anche alla "cronaca" della sua fusione narrata dal suo autore, con brio impareggiabile, nella Vita scritta da lui medesimo. Lo scudo o "rotella" dipinto dal Caravaggio, era invece stato posto in una sala della Galleria del Granduca, su di un manichino a cavallo vestito alla persiana, insieme ad altre armi da torneo o parata. Commissionata da Cosimo I dopo il suo insediamento come Duca della città, fu realizzata tra il 1545 e il 1554. Il Perseo ha anche un significato politico, come la maggior parte delle statue poste sulla piazza: rappresenta infatti l'affermazione del Duca che dà un "taglio" alle esperienze repubblicane, rappresentate da Medusa. La vera storia di Medusa non è molto conosciuta e provoca stupore sapere che evoca la tematica della violenza sulle donne. A partire dal Rinascimento, l’elemento mistico ha lasciato spazio a interpretazioni più spaventose. Nel mosaico romano esposto al Getty Museum, per esempio, i capelli di serpenti sono raffigurati come boccoli al vento, e i suoi occhi pietrificanti come uno sguardo elegante. Victim blaming: quando la vittima diventa colpevole. Dal collo reciso di Medusa uscirono allora l’eroe Crisone e il cavallo alato Pegaso, i due figli di Poseidone che si trovavano ancora nel suo grembo. Posta su un alto piedistallo ornato da bellissimi bronzetti (copie realizzate dalla Fonderia Artistica Ferdinando Marinelli di originali conservati al Bargello) è stata ideata in modo da guardare in basso verso lo spettatore. Libera dall’occhio giudicante e svilente del maschilismo, Medusa poteva finalmente tornare a essere la fanciulla affascinante e umana di prima dell’intervento di Athena. Durante il rinascimento l'interesse per i grandi gruppi statuari antichi portò gli scultori a riscoprire le tecniche statuarie della fusione con assemblaggio, di cui un classico esempio è la Giuditta di Donatello, anch'essa in piazza della Signoria; ma alla fine la competizione con le grandi statue marmoree in un blocco unico portò a tentare la fusione di grandi statue in atteggiamenti complessi in un solo getto.