Ma un giorno la nostra nonna ci ha fatto una sorpresa: con ovatta, stracci e lana ci ha confezionato due bellissime bambole!!! Mi sono resa conto che i bambini passavano tanto tempo tra di loro giocando spensierati e felici. Ho visto le mie nonne ammalarsi e andarsene, una dopo poco tempo e una dopo sei anni, ma durante la malattia non ho mai visto sparire dai loro volti il sorriso e dai loro occhi la gioia di vivere. Si giocava tirando la palla contro un muro dicendo una filastrocca: “palla dorata, dove sei stata, dalla nonnina, cosa ti ha dato, una pallina, falla vedere, eccola qua!” e si doveva parare la palla con la gonna. Nell’ascoltare i miei nonni mi sono accorta che tra i loro giochi ce n‘erano anche molti che facciamo anche oggi come mamma e figlio, il mercatino, nascondino, acchiappino e giochi con la palla come pallavolo, palla a mano e palla prigioniera. Si mettevano in tondo e facevano il girotondo, giocavano con i tappi delle bottiglie , giocavano a campana, con i rocchetti del filo di cotone, a pallone e a mosca cieca. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Bambole vere! I giochi costavano troppo e non tutti se li potevano permettere. I nonni dicon ai nipoti:” L’amore e l’affetto questo vi chiediamo… Evviva i nonni è una poesia/filastrocca di Ileana M. Beretta Tavernelli: Oh, che gioia sono i nonni,per nipoti e nipotini:ti concedono di tuttosono proprio birichini. Nella stalla era tutto a posto, mia nonna impaurita andò nell’aia e trovò tutto distrutto,piangendo tornò a casa e gli raccontò cosa era successo nell’aia,suo fratello triste gli disse: ”Non ti preoccupare,ti aiuterò io a risistemare tutto”, mia nonna rispose: ”Grazie!”. su L’Appennino si racconta…/ classi quarta e quinta, L’Appennino si racconta…/ classi quarta e quinta, Dal diario 2020/2021- Alcuni dei nostri lavori. Poi andiamo nel bosco, raccogliamo le foglie di castagno con le quali costruiamo una specie di coroncina per agghindarci la testa e giochiamo a piccole indiane!!! Poi abbiamo preso un gessetto I vecchi hanno uno sguardo grande, grandissimo, perché abbraccia un passato che non sappiamo e, nel tempo, ha imparato a scrutare l’orizzonte, e anche più in là.“Ora di bellezza” è raccontare i nostri nonni: quel che ci hanno insegnato, la saggezza che vorremmo. Per i più fortunati. La mia nonna Anna insieme alla sue sorelle cantava con un mestolo al posto del microfono, e invece delle bambole aveva i fratelli minori da guardare e quindi giocava a “mamme” con loro per tutto il giorno. Sì, sempre; sì, solo; le nottilunghissime, altissime! Un gioco era quello del tappino. La sua vita scorreva serena tra i soliti impegni di scuola, sport ed amici, il tutto in un clima di grande amore ed affetto da parte dei genitori e dei nonni. Mio nonno Pierino, che e’ il più anziano dei miei nonni, viveva in campagna a Pistoia e giocava sempre con il suo amico Livio in un piccolo torrente vicino a casa sua, lì giocavano con barchette fatte da loro, si divertivano a schizzarsi, a prendere pesci e girini e a fare saltare i sassi piatti nell’acqua. Ci sono poi i giochi che sono un po’ meno conosciuti e che forse solo chi ha una nonna “bis” come me ne ha sentito parlare, come ad esempio alla larga, alla stretta. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori. Mi hanno insegnato l’importanza della famiglia, delle cose più semplici, di un abbraccio e di un piccolo gesto. Poi mio nonno mi ha detto che giocavano anche se il tempo era brutto, bastava una piccola idea per creare un giocattolo fai da te; inoltre un po’ dispiaciuto mi ha detto che tutti questi giochi nel tempo si sono persi e sono stati dimenticati. I nonni hanno un ruolo fondamentale nella mia vita, anche perché, vivendo con loro siamo a contatto tutti i giorni. Una poesia molto diversa dalle precedenti, ma, forse, molto più rispondente alla realtà. Erano molti i giochi che potevano fare con poche cose e tanta voglia di giocare e soprattutto di stare tutti insieme, non mancavano i litigi, ma poi si tornava a giocare e a fare anche scherzi, stando attenti poi alle varie punizioni perché, come mi ha detto la mia nonna “bis”, i genitori di allora erano molto severi, pensate che prima i bambini davano ai propri genitori del voi o del lei. Si disegnano quattro quadrati per terra e si dà ad ognuno il nome di un Paese, ad esempio Romania, Albania, Italia e Polonia. Enter your name and email address to subscribe to our Newsletter. La casa editrice Gribaudo anticipa ad Avvenire tre racconti per bambini tratti da un libro in uscita il 2 ottobre, Giornata dei nonni. Qual è la tua preferita? “BAMBOLE DI PEZZA E GIOCHI NELL’AIA: GIOCATTOLI E DIVERTIMENTI DI UN TEMPO LONTANO “. Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. Mia nonna si divertiva così non avendo la casa per le bambole andava nell’aia, prendeva un panchetto ci metteva qualche pezzo di stoffa e ci faceva il letto. Ho creato questa pagina perchè lo scorso anno ho eseguito un progetto con gli ospiti di una Casa di Riposo della zona. Quindi se li costruivano da soli; ad esempio mia nonna aveva delle bambole e lei si divertiva a giocarci, anche se ci giocava da sola perché era un po’ lontana dal paese. Comunque trovo spunto di gioco anche quando accudisco i coniglietti : per esempio se mia sorella non c’è prendo uno di quei morbidi batuffoli e faccio finta che io sono la mamma e lui il mio bambino… Un giorno,insieme ad una sua amica di nome Sara sotto il ponte di Borgo Freddo,in un punto dove l’acqua era molto alta e i sassi scivolosi, saltando da un sasso all’altro scivolarono dentro l’acqua facendo un bel bagno, e la mamma della Sara accese la stufa a legna per farle asciugare dopo aver fatto una bella brontolata e forse anche qualche sculaccione. Semplicemente un bambino dirige il gioco recitando la filastrocca, tutti gli altri seguono compiendo i movimenti da lui indicati; il tutto saltellando senza mai fermarsi. Scopri i migliori libri sulla seconda guerra mondiale per ragazzi suggeriti da noi in base all'età e all'impatto emotivo che hanno. Non è stata proprio una promessa perché la sera dopo erano di nuovo in pista. Un altro gioco molto di moda a quel tempo era giocare a calcio in un vecchio campo, che ora non c’è più, ed usare come palla qualsiasi cosa rotolasse. E questo viaggio è durato 4 mesi. Poi a turno, ogni bambino prendeva un tappino da bottiglia e pizzicandolo con le dita cercava, senza farlo uscire dalla pista, di farlo arrivare per primo al traguardo.