- Eugenio Diciassette persone morirono, più di 80 furono ferite: le indagini conseguenti furono sviate e ostacolate da interventi di esponenti delle istituzioni, che divennero un lungo strascico delle responsabilità dell’attentato stesso. piazza Fontana alle strutture venete Mettiamola così: in quei giorni, io sentii fare discorsi gravi, che ho compreso solo dopo aver letto gli atti di piazza FontanaBIONDANI: Ricapitolando: lei non ha incastrato Valpreda, ma ha saputo comunque i retroscena della strage.S. Valè. Dopo una serie di rinvii dovuti al coinvolgimento di nuovi imputati (Franco Freda e Giovanni Ventura nel 1974, Guido Giannettini nel 1975) la Corte d'assise condannò all'ergastolo Freda, Ventura e Giannettini, ritenuti gli organizzatori della strage. This page was last edited on 25 November 2019, at 10:12. incidentale», che «il complesso e gli effetti furono devastanti. 530 comma 2 del Codice di procedura compiute dai giudici di merito) prima di Ordine Nuovo. Il 17 maggio 1972 Luigi Calabresi fu assassinato da militanti di estrema sinistra, membri di Lotta Continua. Di certi fatti io fui testimone oculare.B. Era l’attacco armato più esteso e violento dalla fine della guerra. indiziario […] fornisce […] una I processi per la A metà degli anni Novanta, Sono In data 19 dicembre 1969, Sergio Camillo Segre ad una riunione del PCI, presente Berlinguer, riferisce che Guido Calvi – allora avvocato d'ufficio di Valpreda e iscritto allo PSIUP, poi Senatore di PDS e DS – aveva svolto una sua indagine tra gli anarchici; Segre riporta quanto dettogli da Calvi[59]: «L'impressione è che Valpreda può averlo fatto benissimo. La storia mai raccontata della destra radicale, eversiva e terrorista, «Grazie alla sua testimonianza, inchioderà il presunto stragista intascando i 50 milioni della taglia. verificarono a Roma: una, all'interno :E allora perché non parla? La strage di piazza Fontana fu conseguenza di un grave attentato terroristico compiuto il 12 dicembre 1969 nel centro di Milano presso la Banca Nazionale dell'Agricoltura e che causò 17 morti e 88 feriti. Corte di Cassazione (che sul punto ha Quindi lo chiamavano «Nino il fascista». in primo grado grazie alla Lo stesso Sottosanti, intervistato da Paolo Biondani, giornalista del Corriere della Sera, nel giugno 2000, affermerà di essere comunque a conoscenza di alcuni retroscena degli avvenimenti, ma di non volerli rivelare: «SOTTOSANTI: Ci sono troppe cose che non posso dire. Qualche minuto prima della In un altro episodio, una comunicazione del SID datata pochi giorni dopo l’attentato, ma scoperta dai magistrati soltanto mesi dopo, ipotizzava l’esistenza di una pista neofascista con mesi di anticipo rispetto alla scoperta di Ventura e Freda, ma indicava come sospetto un altro militante neofascista, poi rivelatosi estraneo alla vicenda e appartenente a un diverso gruppo da quello dei “veneti”. Gerli Dendena, Carlo Nel 1994, poi, un giudice milanese riprese nuovamente a indagare sugli autori della strage in seguito alle informazioni fornitegli da un altro collaboratore di giustizia ex membro di Ordine Nuovo, Carlo Digilio. Militanza, violenza, sconfitta, memoria, Calabresi non era nella stanza quando Pinelli volò dalla finestra, Definitive le condanne per Sofri e gli altri, Bombe e segreti. Corte di Cassazione – Strage di Piazza della Loggia – Sentenza definitiva nei confronti di Maggi e Tramonte – 20 giugno 2017 . Quando i magistrati chiesero spiegazioni sull’accaduto, il SID oppose il segreto militare. La sentenza della Corte d’Assise di Catanzaro del 1979 condannò Freda e Ventura per strage e gli agenti e collaboratori del SID per i depistaggi; gli anarchici furono assolti per la strage ma condannati per altri reati. istituzionali». meramente storica e di valutazione Tutti i filoni furono riuniti a Catanzaro, dove proseguirono anche le indagini sui depistaggi di stato. Pulsinelli, che era già agli arresti con altri anarchici in quanto indagati anche nell'ambito degli attentati del 25 aprile[90], verrà poi assolto da tutte le accuse in quanto estraneo ad entrambi i fatti[91]. Corsini, Pietro Garavaglia, Paolo Indagini successive videro prendere corpo l'ipotesi di un sosia, il quale prese il taxi al posto di Valpreda. Colpo di scena: un fermato si uccide in questura, Blog | Tutto su mio marito, Giuseppe Pinelli, Neri! Nella sentenza definitiva su quest’ultimo stralcio di processo su piazza Fontana, la Cassazione tornò a esprimersi anche sul ruolo di Ventura e Freda. Cassazione rese definitiva la Altre 88 rimasero ferite dalle schegge e dalla potente onda d’urto. provincia per il mercato settimanale. La prassi prevede che nei casi di pluralità di persone possibili, attori del fatto indagato, eventuali testimoni, sfoglino le foto segnaletiche a disposizione delle forze dell'ordine; il codice di procedura penale attuale del 2007, però, prevede che quando il sospetto assuma la veste di indagato – e Valpreda già lo era – egli abbia il diritto di presenziare alla maturazione delle prove a suo carico, mediante il contraddittorio (cioè un confronto con l'accusatore), mentre procedere ad influenzare il testimone con una disamina «mirata» vìola il principio del contraddittorio. Si rischia un processo indiziario con "colpevolisti" e "innocentisti" aggrappati a sospetti più che a prove. Al termine il processo nel maggio 2005 ai parenti delle vittime sono state addebitate le spese processuali[58]. Piazza Fontana: una strage senza colpevoli, The Angry Brigade: A History of Britain's First Urban Guerilla Group, «Nel '74 non mandò in prigione me, militante fascista, accusato per piazza Fontana» Paglia: quel magistrato è un galantuomo, È morto La Bruna custode di tanti misteri, L'anniversario. Solo una minima parte del materiale sequestrato che riguardava piazza Fontana fu messo a disposizione dei magistrati che indagavano sulla strage, indebolendo così le loro indagini. Insomma, la strage di piazza Fontana sembrava destinata a rimanere senza un responsabile. Nel pomeriggio del 12 dicembre del 1969 quattro bombe piazzate da un gruppo neofascista esplosero tra Milano e Roma. Personalmente dico ‘no’ ad un Governo sulle bombe»[31]. Si tratta di uno stato d'animo e di un rilievo non certo attenuati dal fatto che Carlo Digilio (neofascista di Ordine Nuovo, ndr) sia stato riconosciuto in via definitiva colpevole della strage [...]. estrema destra, determinarono sotto il profilo storico il Meloni, Vittorio Corsini Piazza Fontana. - Carlo Negli anni novanta l'inchiesta del giudice Guido Salvini affacciò anche un'ipotesi di connessione col fallito golpe Borghese[52][53] e raccolse le dichiarazioni di Martino Siciliano e Carlo Digilio, ex neofascisti di Ordine Nuovo, i quali confessarono il proprio ruolo nella preparazione dell'attentato, ribadendo le responsabilità di Freda e Ventura; in particolare Digilio sostenne di aver ricevuto una confidenza in cui Delfo Zorzi gli raccontava[54] di aver piazzato personalmente la bomba nella banca.