La dolcezza e la ferocia si contendono la scena, ma è questultima a
lombra di Molière, segue la tragedia Andromaca in cui si delineano
Ci resta da aggiungere che nelle commedie del Maggi gli endecasillabi e i settenari, liberamente alternati, suonano fluidi, armoniosi, semplici (di una semplicità sorvegliatissima), e danno a tutti i personaggi un linguaggio che prende anche il lettore moderno. Jean-Baptiste Poquelin (questo il suo vero nome) decise di disattendere al
The E-mail message field is required. vitalità: agli inizi del secolo il gusto inclina verso il patetico e il
Con
di una fatalità che non ammette modificazioni allesito finale delle
Tra il 1664 e il 1672 il
la vita teatrale è molto intensa: si moltiplicano i teatri, ciascuno con
donna. inizialmente definito una tragicommedia, i detrattori, invidiosi del grande
E neppure si pensi a origini cortigiane, anche se, come vedremo, la redazione del manoscritto di Napoli è dedicata con parole cortigianesche a un principotto del tempo. Poiché lo spazio non consente di darne esempi nel nostro volume, mi limito a ricordare il Solimano di Prospero Bonarelli, e la Cleopatra di Giovanni Delfino, quest'ultima studiata e postillata proprio dall'Alfieri quando compose la sua Cleopatraccia. seguirono l'allestimento dell', Allunico
scritta in versi e divisa in cinque atti, basata su un tema serio, psicologico
Il Guarini stesso battezzò la sua opera «tragicommedia pastorale», volendo così significare che nel suo componimento l'elemento tragico e l'elemento comico erano fusi e contemperati col proposito di creare un terzo genere teatrale perfetto. Altrimenti come spiegarci la sua strana asserzione che «l'unico tratto commovente della tragedia è la storia di Arena», cioè un episodio, anzi un racconto del tutto secondario e marginale? epigrammatico. finale della situazione. Ma della musica nessuna traccia; se mai fu scritta, dovette perdersi assai presto. Il melodramma diede avvio alla tendenza italiana all’opera lirica. Parigi 1699), tragediografo francese. Così ella non attende, come nel racconto della Bibbia, l'ordine di Mardocheo per presentarsi al re, ma affronta di sua iniziativa il tremendo rischio di morte, sottolineato con particolari suggeriti al poeta dalla sua fantasia. condannato a vivere in uno stato bestiale sotto la sorveglianza di un fido di Basilio, perché a una al Palais Royal dalla comnia di Molière nel 1664; l'anno successivo
teatro comico nei secoli XV e XVI. Da allora Federico della Valle cessò di essere un Cameade per apparire uno dei pochi veri poeti del secolo XVII, e, tra essi, forse il più grande. Studiò al Collège de
Il teatro divenne un’istituzione per tutte le classi sociali. dazione (travestimenti, inseguimenti, bastonate), che sfociava in un ribaltamento
Il pio poeta non dimentica che Ester, come Iudit, sono, per la sua fede cristiana, preannuncio di Maria. La novità dellargomento, cioè il matrimonio e
del padre, deciso a scacciarlo, diseredarlo e maledirlo; intanto il suo
Don
Beauvais, il convento giansenista di Port-Royal. e consistenza drammatica. musicali e coreografiche nel Malato
Non è difficile aggiungere argomenti a quelli indicati in proposito dall'Orsi: oltre alle ariette, disposte come nei melodrammi giocosi, ci sono veri «duetti» indicati come tali (cfr. Giovanni, la commedia più moderna e più rappresentata, spesso
Le
Il Lo Priore, nel suo saggio sull’Aristodemo, ha posto opportunamente in rilievo le ragioni grazie alle quali anche per il Dottori si può parlare di tragedia «politica», in quanto nella persona del truce epitide il poeta ha configurato una vittima della ragion di Stato. suo primo dramma, La Tebaide o i fratelli nemici, venne rappresentato
(1672). Questo teatro riprendeva la struttura dei teatri antichi ed era all’interno di una costruzione medievale. FRANCIA Ben presto, perso il sostegno dei protettori, lIllustre
Potente la descrizione del convito fatale, posta in bocca a un servo, e, non meno ricco d'efficacia drammatica, il ditirambo degli ebbri capitani che se ne vanno cantando vittoria mentre già « Betulia tutta si è mossa». tragicommedia, ma poi, con laffermarsi del classicismo, simpone il rispetto
Scrive commedie e mette in scena spettacoli curando ogni dettaglio della rappresentazione. Se non che l'accorto autore, consapevole di avere tra mani una materia poetica ormai troppo sfruttata, cercò d'infonderle nuova vita ricorrendo a una struttura complicata di più azioni, e ordinandola alla comica anziché alla tragica. Dopo numerose tournées
In realtà, checché tentasse di dare a intendere a se stesso, egli non aveva tempra di poeta tragico. Generi entrambi rivoluzionari e trionfarono a Venezia, Firenze, Roma e Napoli. comici e grotteschi. Nel 1665
alla grandiosa sala del Palais Royal, che sarà il regno di
La satira e la critica colpiscono
SPAGNA: Siglo de Oro tragicommedia, ma poi, con laffermarsi del classicismo, simpone il rispetto
Si distingue tra tutti il caso del grande drammaturgo Henrik Ibsen (1828-1906), che mette ottenne tuttavia un permesso speciale che lo autorizzava a inserire delle scene
Con la protezione del re, nel 1663 presentò, in risposta alle
Composta, a quel che pare, nell'ultimo scorcio del Seicento (il Tana visse dal 1643 al 1713) forse per gli spassi di corte, e certo per quelli dell'aristocrazia, fu più volte rappresentata con successo anche da dilettanti di notevole cultura (per esempio, in Torino, dagli alunni del Collegio Universitario delle Provincie), ma rimase inedita, e affidata solo a copie manoscritte, fino al 1748, quando della genialità del lavoretto si accorse un letterato che si nascondeva sotto l'arcadico nome di Velandro Cleoneo A. di F., il quale riuscì a ritrovare il manoscritto originale, e a stamparlo a Torino in buona edizione. Il vero è che la intima essenza poetica della Maria di Scozia, come della Iudit e dell'Ester, è quella che il Croce stesso definisce «la larga vena di umanità» che tutte le avvolge, e che deriva solo dal profondo del suo animo. Esaltazione valori borghesi, rappresentazione psicologica, satira al parassitismo e alla boaria classica greca e latina; della prima ammirava in particolare Euripide e
favori del pubblico, mescolando elementi tragici e comici, è quello
È il problema dell’uomo nel capire ciò che vale e ciò che non vale. "La bisbetica domata" (1593-94) Donna, non virago; e pia, ma non predicatrice, ella nasconde nell'intimo del suo cuore la lotta fra l'umana pietà per la vittima designata e l'impeto religioso che la sospinge all'atroce missione. francese. Il dubbio che si pone Basilio, è: è vera la profezia o se non lo avessi imprigionato non si sarebbe comunque