I vangeli gnostici sono un insieme di opere, che ha origine nel colto ambiente intellettuale di Alessandria d'Egitto, circa nel II secolo, nell'ambito di quella corrente mistico-filosofica nota come gnosticismo, in particolare dello gnosticismo cristiano. Come il mondo, così l’uomo è miscuglio di materia inerte, ‘carne’, e di principio animatore e di luce e spirito divini, ‘anima’ e ‘spirito’. In questa breve nota esamineremo i primi cinque versetti del famoso Prologo: In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Le poche fonti originali consistono in frammenti di testi riferiti da autori cristiani, specie s. Clemente Alessandrino, e in un piccolo gruppo di testi completi, quali la lettera di Tolomeo A Flora, anch’essa riferita da s. Clemente, le Odi di Salomone (siriache), la cosiddetta Pistis Sophia e i due Libri di Jeu, in copto, ritrovati invece in papiri; un’intera biblioteca gnostica è stata scoperta nel 1946 a Naǵ‛ Ḥammādī (Egitto meridionale), contenente fra l’altro i Vangeli apocrifi di Tommaso, di Filippo, di Maria e il Vangelo della Verità. Clemente Alessandrino ci ha conservato i titoli di alcune oper... Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani S.p.A. © Tutti i diritti riservati. - Eresiarca gnostico, figlio e discepolo di Basilide; dagli scarsi accenni dei polemisti cristiani, sappiamo che distingueva due anime, una animale che trasmigra di corpo in corpo, e una razionale che deve dominare quella. Ma già W. Anz, e dopo di lui W. Bousset e R. Reitzenstein hanno messo in luce gli elementi orientali: i primi si sono limitati a parlare di dottrine orientali, il terzo, invece, ha ricondotto la soteriologia gnostica a un mito iranico della redenzione. - Eretico gnostico (2º sec. PROFEZIE Gnosticismo deriva dalla parola greca gnosis che significa “conoscere”. (lat. SCIENZA DELL’ALIMENTAZIONE Da queste informazioni di Ireneo e di altri Padri che dovettero confrontarsi quelle eresie (specialmente Sant’Ippolito di Roma e Sant’Epifanio di Salamina), si deduce che fu tale la quantità di gruppuscoli (simoniani, nicolaiti, ofiti, naasseni, seziani, perati, basilidiani, carpocraziani, valentiniani, marcosiani) e di maestri (Simone, Cerinto, Basilide, Carpocrate, Cerdone, Valentino, Tolomeo, Teodoto, Heracleo, Bardesano...), che caddero sotto la designazione di “gnostici”, che solo in maniera molto generica li si possono raggruppare sotto un'unica denominazione. il perduto Syntagma di s. Giustino. Vari codici gnostici chiamano “Epinoia” il Pensiero del primo Eone, cioè il Verbo (Logos) del Prologo di Giovanni. Comunque lo g. costituì per la Chiesa cristiana il massimo pericolo durante i primi secoli. Che cosa significa santificare il lavoro? A Roma (145-160) troviamo l’altra massima figura dello g., Valentino e la sua scuola, che ebbe seguaci in Occidente, con Eracleone e Tolomeo, e in Oriente con Teodoto e Marco; così pure in Oriente fu importante il siriaco Bardesane. Utilizzavano le stesse Sacre Scritture, però le interpretavano in senso contrario. Al problema dell’origine, o delle fonti, dello g. si affianca quello della natura di questo movimento: se sia un’eresia, o un gruppo di eresie, nell’ambito del cristianesimo, o movimento religioso-filosofico che ha con il cristianesimo rapporti soltanto esteriori e accidentali. gnosticismo Complesso di dottrine e di movimenti spirituali, sviluppatosi in età ellenistico-romana e fiorito a fianco del cristianesimo antico. γνωστικός, der. del tema di γιγνώσκω «conoscere»] (pl. - Tito Flavio Clemente (n. forse ad Atene tra il 145 e il 150 - m. forse a Cesarea di Cappadocia tra il 211 e il 217); viaggiò in giovinezza, stabilendosi infine ad Alessandria, dove fu (dal 190) presbitero.